Ugo Tognazzi (Cremona, 23 marzo 1922 – Roma, 27 ottobre 1990) è stato un attore, regista, sceneggiatore teatrale, cinematografico e televisivo italiano.
Con Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni e Nino Manfredi fu uno dei “mostri” della commedia all’italiana.
Ugo Tognazzi (Italian pronunciation: [ˈuːɡo toɲˈɲattsi]; 23 March 1922 – 27 October 1990) was an Italian film, TV, and theatre actor, director, and screenwriter.
Mina è la più grande voce italiana di sempre. Ma non solo. Per gli italiani Mina è un’icona al pari di altri grandi “marchi”che parlano di qualità eccelsa nel mondo, quali Ferrari o Fellini. Nell’immaginario collettivo per gli italiani Mina è un patrimonio del quale andare orgogliosi.
Mina ha incarnato il modello del talento e della diva dello spettacolo sulle scene, in televisone e nei suoi dischi. Ha fatto la storia della televisione italiana negli anni ’60 e ’70 per poi decidere di non apparirvi più. Ha interpretato le canzoni di successo che hanno accompagnato la vita quotidiana degli italiani per 40 anni. Mina pubblica un lavoro discografico inedito ogni anno.
Oggi è forse l’unico caso al mondo di un artista che non si concede ai media (infatti non rilascia interviste e non fa né recitals né apparizioni pubbliche da più di 20 anni) rimanendo ugualmente al primo posto in classifica ogni volta che pubblica un nuovo disco.
Oltre a intensificare la sua attività discografica, negli ultimi anni Mina ha scritto su importanti testate, incarico in cui si è rivelata padrona di un pensiero importante: protagonista di seguitissimi editoriali dove il suo talento come artista e la sua acutezza e credibilità l’hanno portata ad essere autorevole come editorialista tanto quanto come cantante.
Con l’ironia che il suo “talento totale” le ha costantemente assicurato, Mina, già da molti anni prima che si parlasse di “look”, ha sempre giocato con la sua immagine, stravolgendola nelle copertine dei suoi dischi, che sono anche state oggetto di mostre nei musei italiani. Mina ha sempre precorso i tempi e amato confrontarsi con le nuove tecnologie. Nel 2001 ha aperto le porte del suo studio di registrazione attraverso internet, dando in streaming un filmato dove registrava live.
Le richieste di poter vedere Mina in questo documento filmato al server dell’operatore Wind telecomunicazioni s.p.a. sono state addirittura 50 milioni, facendo collassare l’intero sistema…
Mina è un’artista eclettica e versatile che ha interpretato musica di tutti i generi spaziando tra i diversi stili con assoluta proprietà di linguaggio.
Mina, nome d’arte di Mina Anna Maria Mazzini (Busto Arsizio, 25 marzo 1940)
Mina is the greatest Italian singer of all times, but not only. For Italians, Mina is an icon equally as important as the biggest and best known names about which they boast as proof that Italy has the highest quality everything in the world, like Ferrari or Fellini. In the Italian collective imagination, Mina is a national treasure to be proud of and jealously guarded.
During the ‘60s and the ‘70s Mina embodied the very essence of the ultra-talented superstar on stage, in TV and in her records. She made television history and then suddenly, inexplicably decided to retire. She sang Italy’s greatest hits, which for over 40 years have been the leitmotiv of the everyday life of the Italian people. Nowadays Mina releases one record a year. She is perhaps the only artist in the world that does not offer herself up to the media – as a matter of fact, she does not grant interviews, has not appeared in concert or made any other public appearance for more than 20 years. Yet, all her new albums reach number one in the national hit parade.
In addition to her recordings, in recent years Mina has published as freelance journalist in important newspapers and magazines, revealing a penchant for deep, thought-provoking insight. Her successful columns have earned her a new, wide-flung reputation as a talented editorialist, demonstrating intelligence and adding wide journalistic credibility to her fame as singer.
Thanks to her capacity for “self-irony” that her unrivalled talent has always assured her, Mina has always laughed about, played and gambled with her imagine, varying it in a thousand ways in the media and even on her record sleeves, many of which have been placed on exhibit in Italian museums of art. Always ahead of her times, Mina remains on the cutting edge even in new technologies. In 2001 she opened the doors of her recording studios to the WWW by streaming an extended version of the videotaped session of her new album. The night the video went on-line, the server was overwhelmed with over 50,000 connection requests and the entire system crashed.
Mina is an eclectic, versatile artist completely at ease with a repertoire spanning all musical genres, all of which she has sung with masterful panache.
Desde siempre, Mina es la voz italiana más importante. Pero no sólo eso. Para los italianos Mina representa un icono a la altura de otras grandes “marcas” que hablan de calidad excelsa en el mundo, como Ferrari o Fellini. Para los italianos, Mina es un patrimonio del que se sienten orgullosos.
Ha encarnado el modelo del talento y de la diva del espectáculo en escenarios, discos y televisión. Ha formado parte de la historia de la televisión italiana en los años ’60 y ’70 y fue su propia decisión no volver a aparecer en ella. Ha interpretado canciones de éxito que han acompañado la vida cotidiana de los italianos durante cuarenta años. Mina publica un trabajo discográfico inédito cada año.
Hoy es, quizá, el único caso en el mundo de un artista que sin concederse a los mass-media (de hecho, no concede entrevistas y no hace recitales ni apariciones públicas desde hace más de veinte años) consigue estar siempre en el primer puesto de la clasificación cada vez que saca un disco nuevo. Además de su actividad discográfica en los ultimos años, Mina ha escrito en importantes periódicos descubriéndose protagonista de editoriales con gran público lector; y su talento y credibilidad la revelaron, en estos años, dueña de un pensamiento libre e importante, tan importante como en su faceta musical.
Actualmente, Mina escribe en el semanal “Vanity Fair”. Un talento con mayúsculas y excepcionalmente rico de ironía el de Mina, que ya muchos años antes de que se hablara de “look”, siempre ha jugado con su imagen, cambiándola de arriba abajo en las portadas de sus discos, también objeto de muestras en algunos museos italianos. Siempre se ha adelantado a los tiempos y le ha encantado medirse con las nuevas tecnologías. En 2001 abrió las puertas de su estudio de grabación a internet, dando en streaming un video donde grababa en vivo. Las peticiones para poder ver a Mina en este documento filmado al server del operador Wind telecomunicazioni s.p.a, llegaron a los cincuenta millones e hicieron colapsando todo el sistema.
Mina es una artista ecléctica y versátil que ha interpretado todos los géneros de la música, alternando los diferentes estilos con absoluta propiedad de lenguaje.
Ricordare il passato, farlo vivere nel presente e consegnarlo al futuro.
L’ Archivio Collezione Garzia si compone di più di quattro milioni di immagini ( negativi, diapositive, stampe originali ) realizzate o acquisite tramite fotografi, agenzie, antiquari e donazioni, nel corso della sua vita professionale come fotografo, da Marco Garzia.
Nel 2012 l’archivio collezione è stato dichiarato di interesse storico particolare dal MiBac.
Una collezione di ricordi di cinema, moda, stile, cultura del Novecento che ci regala scatti celebri e sconosciuti, catalogati con pazienza e perizia, testimoni di momenti e incontri irripetibili.
Luchino Visconti, Romy Schneider e Alain Delon mentre cenano a Venezia nel 1962, uno sguardo tra l’intenza Monica Vitti e il profilo perfetto di Marcello Mastroianni, David Niven, Amedeo Nazzari e Alberto Sordi in una pausa sul set di “I due nemici” del 1961, Alberto Moravia davanti alla boutique parigina di Christian Dior nel 1961, ma anche Papa Giovanni Paolo II con le scarpe da ginnastica, o Fidel Castro e Che Guevara durante i festeggiamenti del Pimo Maggio nel 1961 ( i primi dopo la Rivoluzione).
Questi sono solo alcuni momenti che possiamo ritrovare nell’ Archivio, preziosa custodia di immagini vive che rivendicano con forza una cittadinanza nell’epoca dell’effimero e del consumo veloce e spesso poco consapevole.
da oggi potete donare tramite bonifico bancario specificando nella causale: sostengo con donazione l’ associazione culturale Romart per la cura, l’archiviazione e conservazione dell’ ArchivioCollezioneGarzia, via Eugenio Barsanti, 28 00146 Roma
Fai un versamento a: Associazione Culturale ROMART :
IBAN: IT 96 H 07601 03200 0010 2360 1287
John Birks “Dizzy” Gillespie (Cheraw, 21 ottobre 1917 – New York, 6 gennaio 1993) è stato un trombettista, pianista e compositore statunitense. Jazzista, fu anche cantante, percussionista e bandleader. Con Charlie Parker fu, negli anni quaranta, uno degli inventori e delle figure chiave del bebop e del jazz moderno.
Miles Dewey Davis III (Alton, 26 maggio 1926 – Santa Monica, 28 settembre 1991) è stato un compositore e trombettista statunitense jazz, considerato uno dei più influenti, innovativi ed originali musicisti del XX secolo.
È difficile non riconoscere a Davis un ruolo di innovatore e genio musicale. Dotato di uno stile inconfondibile ed una incomparabile gamma espressiva, per quasi trent’anni Miles Davis è stato una figura chiave del jazz e della musica popolare del XX secolo in generale. Dopo aver preso parte alla rivoluzione bebop, egli fu ideatore di numerosi stili jazz, fra cui il cool jazz, l’hard bop, il modal jazz e il jazz elettrico o jazz-rock. Le sue registrazioni, assieme agli spettacoli dal vivo dei numerosi gruppi guidati da lui stesso, furono fondamentali per lo sviluppo artistico del jazz.
Miles Davis fu e resta famoso sia come strumentista dalle sonorità inconfondibilmente languide e melodiche, sia per il suo atteggiamento innovatore (peraltro mai esente da critiche), sia per la sua figura di personaggio pubblico. Fu il suo un caso abbastanza raro in campo jazzistico: fu infatti uno dei pochi jazzmen in grado di realizzare anche commercialmente il proprio potenziale artistico e forse l’ultimo ad avere anche un profilo di star dell’industria musicale.
Miles Dewey Davis III (May 26, 1926 – September 28, 1991) was an American jazz musician, trumpeter, bandleader, and composer. Widely considered one of the most influential musicians of the 20th century,Miles Davis was, together with his musical groups, at the forefront of several major developments in jazz music, including bebop, cool jazz, hard bop, modal jazz, and jazz fusion.
In 2006, Davis was inducted into the Rock and Roll Hall of Fame, which recognized him as “one of the key figures in the history of jazz”.In 2008, his 1959 album Kind of Blue received its fourth platinum certification from the Recording Industry Association of America (RIAA), for shipments of at least four million copies in the United States. On December 15, 2009, the U.S. House of Representatives passed a symbolic resolution recognizing and commemorating the album Kind of Blue on its 50th anniversary, “honoring the masterpiece and reaffirming jazz as a national treasure”
Gilbert Bécaud, pseudonimo di François Gilbert Silly (Tolone, 24 ottobre 1927 – Parigi, 18 dicembre 2001), è stato un cantante e compositore francese. Fu soprannominato Monsieur 100.000 volt (Signor 100.000 volt) per la sua grande energia sulla scena e per le sue oltre 400 canzoni. Il suo successo più celebre Et maintenant è del 1961.
François Gilbert Léopold Silly, dit Gilbert Bécaud , né le 24 octobre 1927 à Toulon et mort le 18 décembre 2001 à Boulogne-Billancourt est un chanteur, compositeur, pianiste et acteur français.
Au cours de sa carrière, il se produit trente-trois fois sur la scène de l’Olympia, où il gagne son surnom de « Monsieur 100 000 volts » en raison de son sens du swing, à cause des passions qu’il soulevait dans son sillage et de ses fans qui, souvent, cassaient par enthousiasme les fauteuils. Il laisse l’image d’un homme électrique, toujours en mouvement. Sa cravate à pois, ses quelque quatre cents chansons et sa main sur l’oreille (pour être sûr de chanter juste)2sont d’autres images spécifiques qui ont marqué les esprits.
Gilbert Bécaud (French pronunciation: [ʒil.bɛːʁ be.ko], 24 October 1927 – 18 December 2001) was a French singer, composer, pianist and actor, known as “Monsieur 100.000 Volts”for his energetic performances. His best-known hits are “Nathalie” and “Et Maintenant”, a 1961 release that became an English language hit as “What Now My Love”. He remained a popular artist for nearly fifty years, identifiable in his dark blue suits, with a white shirt and “lucky tie”; blue with white polka dots. When asked to explain his gift he said, “A flower doesn’t understand botany.” His favourite venue was the Paris Olympia under the management of Bruno Coquatrix. He debuted there in 1954 and headlined in 1955, attracting 6,000 on his first night, three times the capacity. On November 13, 1997, Bécaud was present for the re-opening of the venue after its reconstruction.
Colin Hicks, una figura che ha avuto il suo momento di popolarità in Italia quando fu scritturato da Davide Matalon per la Broadway, etichetta che in quello stesso periodo aveva fatto uscire i dischi di una certa Baby Gate. A questo punto non si può fare a meno di spiegare chi è e come arriva da noi questo ragazzo dai grandi incisivi e dal ciuffettone biondo.
Colin nasce a Londra nel 1941; nel 1956 comincia a girare il mondo imbarcandosi su una nave mercantile come marinaio. L’anno dopo, a soli sedici anni esordisce come cantante e stupisce il pubblico esibendosi in un locale di Città del Capo in Sudafrica, proprio mentre suo fratello maggiore Thomas emerge in patria come cantante di rock’n’roll, con il nome di Tommy Steele.
Tornato a Londra, Colin viene messo sotto contratto dalla prestigiosa Pye Records, con la quale realizza nel 1957 tre 45 giri: Empty Arms Blues, La Dee Dah e Jambalaya. La casa discografica spera di fare il colpo come con Petula Clark e con Lonnie Donegan, ma il ragazzo non vende. Colpa del genere di musica troppo simile a quello di suo fratello? Fatto sta che il suo impresario gli consiglia di tentare la fortuna all’estero e gli procura alcune scritture in Italia dove, accompagnato dal suo gruppo “The Cabin Boys”, viene notato da Matalon che subito lo destina alla sua scuderia e nei primi mesi del 1958 gli pubblica un EP con quattro cover di pezzi che di lì a poco diventeranno dei classici del genere: Johnny B. Goode, Mean Woman Blues, Tutti Frutti e Whole Lotta Shakin’ Goin’ On.
Il personaggio decolla grazie a una fortunatissima esibizione, nel maggio del 1958, al Sistina di Roma come “spalla” dei Platters, che erano allora al massimo della popolarità. I giornali dell’epoca parlano dell’«Elvis Presley inglese», dello «stile sincopato» e della sua scatenata performance ai limiti dell’acrobatico, che il regista Blasetti vorrà riproporre nel film “Europa di notte”. Di qui parte una carriera tutta in discesa, con un rinnovo contrattuale di ben tre anni e con partecipazioni televisive e cinematografiche che gli danno una buona visibilità. Assieme a Mina e a Adriano Celentano compare nel cast di “Juke Box… Urli d’amore”, dove canta Giddy-Up-A-Ding-Dong e Hangin’ Around, contenute in uno dei due 45 giri che il Vampiro ci propone oggi. L’altro disco, inciso più o meno nello stesso periodo, contiene invece Rock And Roll Shoes e Oh Boy.Colin si stabilisce in Italia e si sposa; con i suoi Cabin Boys partecipa alla realizzazione di Capatosta Sweet, un 45 giri che Connie Francis proporrà al pubblico italiano nello show “Il signore delle ventuno” condotto da Ernesto Calindri. Continua l’uscita di 45 giri e di EP che pescano nello sterminato repertorio di pezzi rock, con qualche concessione anche alla lingua italiana (la sua versione di Impazzivo per te, ad esempio, uscirà su flexy come allegato alla rivista “Il Musichiere”). Nel 1961 scade il contratto con la Broadway e Colin torna a casa. Cercherà di rifare capolino in Italia due anni dopo, ma ad appena ventitré anni sembra essere già un po’ “lesso”. Lo accompagnano sempre i Cabin Boys ma, sperando che non se ne accorga nessuno, la formazione è completamente nuova: sono dei ragazzi che prima si facevano chiamare Shel Carson Combo e che non sono altro che i futuri Rokes.
Connie Francis, all’anagrafe Concetta Rosa Maria Franconero (Newark, 12 dicembre 1938), è una cantante statunitense di origini italiane.
È conosciuta soprattutto per i suoi successi Quando quando quando, Who’s Sorry Now?, Where the Boys Are, Everybody’s Somebody’s Fool. Ma il grande lancio avvenne alcuni anni prima, nel 1959, con Stupid Cupid (incisa anche da Neil Sedaka, nello stesso periodo, ma Connie entrò prepotentemente nelle classifiche USA e salì fino al 14º posto, che in dischi venduti significa un paio di milioni), mentre i primi grandi successi in Italia sono rappresentati dalla sua versione di Chitarra Romana, di due anni più tardi, e sempre nel 1961, di Jealous of You, una versione in inglese de Il tango della gelosia. Per dare un’idea del successo di vendita italiano di quest’ultimo, basti pensare che ancora oggi a distanza di oltre 50 anni, è praticamente impossibile non imbattersi in almeno una copia di questo 45 giri ad ogni mercatino dell’antiquariato in piazza.
Connie Francis (born Concetta Rosa Maria Franconero, December 12, 1938) is an American pop singer of Italian heritage and the top-charting female vocalist of the late 1950s and early 1960s. Although her chart success waned in the second half of the 1960s, Francis remained a top concert draw. Despite several severe interruptions in her career, she is still active as a recording and performing artist.
Frankie Laine, nome d’arte di Francesco Paolo LoVecchio (Chicago, 30 marzo 1913 – San Diego, 7 febbraio 2007), è stato un cantante statunitense. È stato uno dei grandi della musica leggera del XX secolo, con oltre duecentocinquanta milioni di dischi venduti (ventuno i dischi d’oro guadagnati in carriera).
Ebbe il periodo di maggior fulgore tra gli anni quaranta e cinquanta.
Tra gli artisti il cui stile ha influenzato Laine, vi sono i cantanti Bing Crosby, Louis Armstrong (come trombettista, Billie Holiday, Mildred Bailey, e Nat King Cole. Con quest’ultimo Frank stringe un’amicizia a Lost Angeles proprio quando la carriera di Nat stava iniziando a decollare. Nat King Cole registrerà una canzone scritta da Frank, It Only Happens Once, e i due rimarranno amici per tutta la vita. Frank sarà uno dei più stretti amici di Nat a portare il feretro al funerale.
Frankie Laine (March 30, 1913 – February 6, 2007), born Francesco Paolo LoVecchio, was a successful American singer, songwriter, and actor whose career spanned 75 years, from his first concerts in 1930 with a marathon dance company to his final performance of “That’s My Desire” in 2005. Often billed as “America’s Number One Song Stylist”, his other nicknames include “Mr. Rhythm”, “Old Leather Lungs”, and “Mr. Steel Tonsils”. His hits included “That’s My Desire”, “That Lucky Old Sun”, “Mule Train”, “Cry of the Wild Goose” “Jezebel”, “High Noon”, “I Believe”, “Hey Joe!”, “The Kid’s Last Fight”, “Cool Water”, “Moonlight Gambler,” “Love Is a Golden Ring,” “Rawhide”, and “Lord, You Gave Me a Mountain.
Nicola Arigliano (Squinzano, 6 dicembre 1923 – Calimera, 30 marzo 2010) è stato un cantante italiano.
Noto al grande pubblico come interprete di successo nel panorama della musica leggera italiana, ha riscosso nella sua lunga carriera lusinghieri apprezzamenti anche come cantante di jazz.
Scappò di casa a 12 anni per le umiliazioni ricevute anche da parte dei familiari a causa della sua balbuzie e giunse a Torino, dove fu accolto da conterranei ivi emigrati. Forse a causa di questa infanzia difficile prese il vezzo di firmare gli autografi con il nome di “Pasquale”
Dopo una lunga gavetta nei locali notturni del Nord Italia fu notato da un produttore televisivo che lo fece debuttare in scenette e numeri musicali in alcuni programmi di varietà.
La sua vita si divise tra musica e televisione. I primi dischi datavano 1956 ed erano 78 giri, per lo più di canzoni napoletane, registrati per la RCA Italiana; l’anno successivo, passato alla Fonit, realizzò altre incisioni insieme ad Alberto Pizzigoni e Riccardo Rauchi. Con il passaggio al 45 giri, ed alla etichetta Columbia, arrivò il primo successo con l’incisione della canzone “Simpatica”, di Garinei, Giovannini e Kramer, tratta dalla commedia musicale Buonanotte Bettina.
Nel 1958 partecipò a Canzonissima e, successivamente, si fece notare in un programma televisivo dal titolo Sentimentale, condotto da Lelio Luttazzi, al quale partecipava come ospite fisso, insieme a Mina. L’omonima sigla divenne un disco di successo, inciso da entrambi i cantanti in due versioni differenti. Nel frattempo, Nicola Arigliano continuò a coltivare la sua grande passione, il jazz, e partecipò a festival ed a manifestazioni dedicate (come il Festival del jazz del 1959 insieme a Franco Cerri) e poté evidenziare il suo stile da “crooner”.
Di questo periodo sono i maggiori successi discografici: Un giorno ti dirò, Amorevole, I sing ammore, My wonderful bambina, I love you forestiera. I titoli bilingui erano un vezzo degli autori di canzoni di fine anni cinquanta, che vedevano nella “canzone-cartolina” un mezzo per propagandare le nostre bellezze turistiche.