Mese: ottobre 2015

#UgoTognazzi

Ugo Tognazzi (Cremona, 23 marzo 1922 – Roma, 27 ottobre 1990) è stato un attore, regista, sceneggiatore teatrale, cinematografico e televisivo italiano.

Con Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni e Nino Manfredi fu uno dei “mostri” della commedia all’italiana.

Ugo Tognazzi (Italian pronunciation: [ˈuːɡo toɲˈɲattsi]; 23 March 1922 – 27 October 1990) was an Italian film, TV, and theatre actor, director, and screenwriter.

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#MarcelloMastroianni

Marcello Mastroianni, all’anagrafe Marcello Vincenzo Domenico Mastroianni (Fontana Liri, 28 settembre 1924 – Parigi, 19 dicembre 1996), è stato un attore cinematografico italiano.

È stato uno degli interpreti italiani più conosciuti e apprezzati all’estero negli anni sessanta e settanta, soprattutto per le pellicole recitate in coppia con Sophia Loren e per i ruoli da protagonista nei film di Federico Fellini. Attore fra i più polivalenti del cinema italiano, fu uno dei “mostri” della commedia insieme ad Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman e Nino Manfredi; è stato capace di destreggiarsi perfettamente sia nei ruoli drammatici che in quelli comici.

È stato per tre volte candidato all’Oscar al miglior attore: per Divorzio all’italiana (1963), per Una giornata particolare (1978) e per Oci ciornie (1988). Ha vinto 2 Golden Globe, 2 Premi BAFTA, 8 David di Donatello, 8 Nastri d’argento, 5 Globi d’oro e un Ciak d’oro.

È inoltre l’unico attore, insieme a Jack Lemmon e Dean Stockwell, ad aver ottenuto in due diverse occasioni il Prix d’interprétation masculine al Festival di Cannes, nel 1970 per Dramma della gelosia e nel 1987 per Oci ciornie. Ha vinto per ben due volte la Coppa Volpi alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia per Che ora è? e Uno, due, tre, stella!. Nel 1990 gli è stato conferito il Leone d’oro alla carriera.

 

Marcello Vincenzo Domenico Mastroianni, Knight Grand Cross (Italian pronunciation: [marˈtʃɛllo mastroˈjanni]; 28 September 1924 – 19 December 1996) was an Italian film actor. His prominent films include: La Dolce Vita; ; La Notte; Divorce, Italian Style; Yesterday, Today and Tomorrow; Marriage Italian-Style; A Special Day; City of Women; Henry IV; Dark Eyes; and Stanno tutti bene. His honours included British Film Academy Awards, Best Actor awards at the Cannes Film Festival and two Golden Globe Awards.

 

Marcello Vincenzo Domenico Mastroianni (né le 28 septembre 1924 à Fontana Liri (un village de montagne de la province de Frosinone, dans la région du Latium, à mi-chemin entre Rome et Naples) — mort le 19 décembre 1996 à Paris), est un acteur italien.

Il fait partie, au même titre que Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Ugo Tognazzi et Monica Vitti, des piliers des comédies italiennes des années 1960 et 1970.

Avec Jack Lemmon et Dean Stockwell, il fait partie des trois seuls acteurs ayant obtenu à deux reprises le Prix d’interprétation masculine au festival de Cannes.

fonte wikipedia

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#MinaMazzini

Mina è la più grande voce italiana di sempre. Ma non solo. Per gli italiani Mina è un’icona al pari di altri grandi “marchi”che parlano di qualità eccelsa nel mondo, quali Ferrari o Fellini. Nell’immaginario collettivo per gli italiani Mina è un patrimonio del quale andare orgogliosi.

Mina ha incarnato il modello del talento e della diva dello spettacolo sulle scene, in televisone e nei suoi dischi. Ha fatto la storia della televisione italiana negli anni ’60 e ’70 per poi decidere di non apparirvi più. Ha interpretato le canzoni di successo che hanno accompagnato la vita quotidiana degli italiani per 40 anni. Mina pubblica un lavoro discografico inedito ogni anno.

Oggi è forse l’unico caso al mondo di un artista che non si concede ai media (infatti non rilascia interviste e non fa né recitals né apparizioni pubbliche da più di 20 anni) rimanendo ugualmente al primo posto in classifica ogni volta che pubblica un nuovo disco.

Oltre a intensificare la sua attività discografica, negli ultimi anni Mina ha scritto su importanti testate, incarico in cui si è rivelata padrona di un pensiero importante: protagonista di seguitissimi editoriali dove il suo talento come artista e la sua acutezza e credibilità l’hanno portata ad essere autorevole come editorialista tanto quanto come cantante.
Con l’ironia che il suo “talento totale” le ha costantemente assicurato, Mina, già da molti anni prima che si parlasse di “look”, ha sempre giocato con la sua immagine, stravolgendola nelle copertine dei suoi dischi, che sono anche state oggetto di mostre nei musei italiani. Mina ha sempre precorso i tempi e amato confrontarsi con le nuove tecnologie. Nel 2001 ha aperto le porte del suo studio di registrazione attraverso internet, dando in streaming un filmato dove registrava live.
Le richieste di poter vedere Mina in questo documento filmato al server dell’operatore Wind telecomunicazioni s.p.a. sono state addirittura 50 milioni, facendo collassare l’intero sistema…

Mina è un’artista eclettica e versatile che ha interpretato musica di tutti i generi spaziando tra i diversi stili con assoluta proprietà di linguaggio.

Mina, nome d’arte di Mina Anna Maria Mazzini (Busto Arsizio, 25 marzo 1940)

 

Mina is the greatest Italian singer of all times, but not only. For Italians, Mina is an icon equally as important as the biggest and best known names about which they boast as proof that Italy has the highest quality everything in the world, like Ferrari or Fellini. In the Italian collective imagination, Mina is a national treasure to be proud of and jealously guarded.

During the ‘60s and the ‘70s Mina embodied the very essence of the ultra-talented superstar on stage, in TV and in her records. She made television history and then suddenly, inexplicably decided to retire. She sang Italy’s greatest hits, which for over 40 years have been the leitmotiv of the everyday life of the Italian people. Nowadays Mina releases one record a year. She is perhaps the only artist in the world that does not offer herself up to the media – as a matter of fact, she does not grant interviews, has not appeared in concert or made any other public appearance for more than 20 years. Yet, all her new albums reach number one in the national hit parade.

In addition to her recordings, in recent years Mina has published as freelance journalist in important newspapers and magazines, revealing a penchant for deep, thought-provoking insight. Her successful columns have earned her a new, wide-flung reputation as a talented editorialist, demonstrating intelligence and adding wide journalistic credibility to her fame as singer.

Thanks to her capacity for “self-irony” that her unrivalled talent has always assured her, Mina has always laughed about, played and gambled with her imagine, varying it in a thousand ways in the media and even on her record sleeves, many of which have been placed on exhibit in Italian museums of art. Always ahead of her times, Mina remains on the cutting edge even in new technologies. In 2001 she opened the doors of her recording studios to the WWW by streaming an extended version of the videotaped session of her new album. The night the video went on-line, the server was overwhelmed with over 50,000 connection requests and the entire system crashed.

Mina is an eclectic, versatile artist completely at ease with a repertoire spanning all musical genres, all of which she has sung with masterful panache.

 

Desde siempre, Mina es la voz italiana más importante. Pero no sólo eso. Para los italianos Mina representa un icono a la altura de otras grandes “marcas” que hablan de calidad excelsa en el mundo, como Ferrari o Fellini. Para los italianos, Mina es un patrimonio del que se sienten orgullosos.

Ha encarnado el modelo del talento y de la diva del espectáculo en escenarios, discos y televisión. Ha formado parte de la historia de la televisión italiana en los años ’60 y ’70 y fue su propia decisión no volver a aparecer en ella. Ha interpretado canciones de éxito que han acompañado la vida cotidiana de los italianos durante cuarenta años. Mina publica un trabajo discográfico inédito cada año.

Hoy es, quizá, el único caso en el mundo de un artista que sin concederse a los mass-media (de hecho, no concede entrevistas y no hace recitales ni apariciones públicas desde hace más de veinte años) consigue estar siempre en el primer puesto de la clasificación cada vez que saca un disco nuevo. Además de su actividad discográfica en los ultimos años, Mina ha escrito en importantes periódicos descubriéndose protagonista de editoriales con gran público lector; y su talento y credibilidad la revelaron, en estos años, dueña de un pensamiento libre e importante, tan importante como en su faceta musical.

Actualmente, Mina escribe en el semanal “Vanity Fair”. Un talento con mayúsculas y excepcionalmente rico de ironía el de Mina, que ya muchos años antes de que se hablara de “look”, siempre ha jugado con su imagen, cambiándola de arriba abajo en las portadas de sus discos, también objeto de muestras en algunos museos italianos. Siempre se ha adelantado a los tiempos y le ha encantado medirse con las nuevas tecnologías. En 2001 abrió las puertas de su estudio de grabación a internet, dando en streaming un video donde grababa en vivo. Las peticiones para poder ver a Mina en este documento filmado al server del operador Wind telecomunicazioni s.p.a, llegaron a los cincuenta millones e hicieron colapsando todo el sistema.

Mina es una artista ecléctica y versátil que ha interpretado todos los géneros de la música, alternando los diferentes estilos con absoluta propiedad de lenguaje.

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#DavidNiven

David Niven, al secolo James David Graham Niven (Londra, 1º marzo 1910 – Château-d’Œx, 29 luglio 1983), è stato un attore britannico.

Vinse l’Oscar al miglior attore protagonista per la sua interpretazione del timido e solitario maggiore Pollock in Tavole separate (1958), accanto a Deborah Kerr e Burt Lancaster, tratto dall’omonima commedia di Terence Rattigan.

Seguirono ruoli memorabili in drammi come Buongiorno tristezza (1958), in film bellici quali I cannoni di Navarone (1961) e I due nemici (1962), nel quale ebbe come partner Alberto Sordi, e in commedie sofisticate come La pantera rosa (1963) e James Bond 007 – Casino Royale (1967), commedia non appartenente alla serie ufficiale di film tratti dai romanzi di Ian Fleming, in cui interpretò il ruolo di James Bond.

Negli anni settanta venne acclamato da pubblico e critica per due brillanti libri autobiografici: La luna è un pallone (The Moon’s a Balloon) (1971) e Bring On the Empty Horses (1975), quest’ultimo mai tradotto in italiano. Nel 1981 pubblicò un romanzo d’amore e avventura ambientato a Londra durante la seconda guerra mondiale, Va piano, torna presto (Go Slowly, Come Back Quickly).

Colpito da una grave forma di sclerosi laterale amiotrofica, conosciuta anche come morbo di Lou Gehrig, Niven morì nel 1983 nella sua residenza svizzera di Château-d’Œx.

James David Graham Niven (1 March 1910 – 29 July 1983) was an English actor and novelist who was popular in Europe and in the United States. He may be best known for his roles as Squadron Leader Peter Carter in A Matter of Life and Death, as Phileas Fogg in Around the World in 80 Days and as Sir Charles Lytton, a.k.a. “the Phantom”, in The Pink Panther. He was awarded the Academy Award for Best Actor for his performance in Separate Tables (1958).

Born in London, Niven attended Heatherdown Preparatory School and Stowe before gaining a place at the Royal Military College, Sandhurst. After Sandhurst he was gazetted a lieutenant in the Highland Light Infantry. Having developed an interest in acting, he left the Highland Light Infantry, travelled to Hollywood and had several minor roles in film. He first appeared as an extra in the British film There Goes the Bride (1932). From there, he hired an agent and had several small parts in films from 1933 to 1935, including a non-speaking part in MGM’s Mutiny on the Bounty. This brought him to wider attention within the film industry and he was spotted by Samuel Goldwyn. Upon the outbreak of the Second World War, Niven returned to Britain and rejoined the army, being re-commissioned as a lieutenant.

Niven resumed his acting career after his demobilisation, and was voted the second most popular British actor in the 1945 Popularity Poll of British film stars. He appeared in A Matter of Life and Death (1946), The Bishop’s Wife (1947) and Enchantment (1948), all of which received critical acclaim. Niven later appeared in The Elusive Pimpernel (1950), The Toast of New Orleans (1950), Happy Go Lovely (1951), Happy Ever After (1954) and Carrington V.C. (1955) before scoring a big success as Phileas Fogg in Michael Todd’s production of Around the World in 80 Days. Niven appeared in nearly a hundred films, and many shows for television. He also began writing books, with considerable commercial success. In 1982 he appeared in Blake Edwards’ final “Pink Panther” films Trail of the Pink Panther and Curse of the Pink Panther, reprising his role as Sir Charles Lytton.

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#AlfredHitchcock

Sir Alfred Joseph Hitchcock (Londra, 13 agosto 1899 – Los Angeles, 29 aprile 1980) è stato un regista e produttore cinematografico britannico naturalizzato statunitense. È considerato una delle personalità più importanti della storia del cinema.

Lo spartiacque nella carriera di Hitchcock è rappresentato dal suo trasferimento da Londra a Hollywood, avvenuto nel 1940. In base a questa data, gli studiosi suddividono la sua produzione in due grandi periodi:

  • il periodo inglese, che va dal 1925 al 1940, durante il quale ha diretto ventitré film, di cui nove muti;
  • il periodo americano, che va dal 1940 al 1976, durante il quale ha diretto trenta film, fra i quali si annoverano i più conosciuti.

L’ultimo film è Complotto di famiglia diretto nel 1976.

Il regista è conosciuto anche, grazie ai suoi capolavori thriller, come “maestro del brivido”.

 

Sir Alfred Joseph Hitchcock, KBE (13 August 1899 – 29 April 1980) was an English film director and producer, often nicknamed “The Master of Suspense”. He pioneered many elements of the suspense and psychological thriller genres. He had a successful career in British cinema with both silent films and early talkies, and became renowned as England’s best director. Hitchcock moved to Hollywood in 1939 and became a US citizen in 1955.

Over a career spanning half a century, Hitchcock fashioned for himself a recognisable directorial style. His stylistic trademarks include the use of camera movement that mimics a person’s gaze, forcing viewers to engage in a form of voyeurism. In addition, he framed shots to maximise anxiety, fear, or empathy, and used innovative forms of film editing. His work often features fugitives on the run alongside “icy blonde” female characters.Many of Hitchcock’s films have twist endings and thrilling plots featuring depictions of murder and other violence. Many of the mysteries, however, are used as decoys or “MacGuffins” that serve the films’ themes and the psychological examinations of their characters. Hitchcock’s films also borrow many themes from psychoanalysis and sometimes feature strong sexual overtones. He became a highly visible public figure through interviews, movie trailers, cameo appearances in his own films, and the ten years in which he hosted the television program Alfred Hitchcock Presents.

Hitchcock directed more than fifty feature films in a career spanning six decades and is often regarded as the greatest British filmmaker.He came first in a 2007 poll of film critics in Britain’s Daily Telegraph, which said: “Unquestionably the greatest filmmaker to emerge from these islands, Hitchcock did more than any director to shape modern cinema, which would be utterly different without him. His flair was for narrative, cruelly withholding crucial information (from his characters and from viewers) and engaging the emotions of the audience like no one else.”In 2002, the magazine MovieMaker named Hitchcock the most influential filmmaker of all time.

 

Alfred Joseph Hitchcock est un réalisateur britannique, également producteur et scénariste de cinéma, né le 13 août 1899 à Leytonstone et mort le 29 avril 1980 à Bel Air à Los Angeles.

Après une carrière à succès au Royaume-Uni son pays natal à l’époque du cinéma muet et au début du cinéma sonore, Hitchcock part s’installer à Hollywood. Le 20 avril 1955, il acquiert la citoyenneté américain, mais il conservera sa citoyenneté britannique, qui lui permettra, au soir de sa vie, d’être anobli par la Reine.

Au cours de ses quelque soixante années de carrière, il réalise cinquante-trois longs métrages, dont certains comptent, tant par leur succès public que par leur réception et leur postérité critiques, parmi les plus importants du septième art : ce sont, entre autres, Les 39 Marches, Les Enchaînés, Fenêtre sur cour, Sueurs froides, La Mort aux trousses, Psychose, ou encore Les Oiseaux.

Pionnier de nombreuses techniques dans le genre du thriller, Hitchcock, « le maître du suspense », est considéré comme l’un des réalisateurs les plus influents sur le plan stylistique, installant les notions de suspense et de MacGuffin dans l’univers cinématographique. Ses thrillers se caractérisent également, le plus souvent, par une habile combinaison entre tension et humour. Ses thèmes récurrents sont la peur, la culpabilité et la perte d’identité. Un thème que l’on rencontre aussi fréquemment dans ses œuvres, avec certaines variations, est celui de l’innocent persécuté.

Doué par ailleurs d’un sens aigu de l’autopromotion — notamment au travers de ses caméos — , Hitchcock demeure aujourd’hui l’une des personnalités du XXe siècle les plus reconnaissables et les plus connues, à travers le monde.

Souvent considéré comme l’un des plus grands réalisateurs britanniques, il tient la première place sur une liste dressée en 2007 par des critiques cinématographiques pour le Daily Telegraph, avec le commentaire : « Sans aucun doute le plus grand cinéaste à émerger de ces îles, Hitchcock a fait davantage qu’aucun autre réalisateur pour façonner le cinéma moderne, lequel sans lui serait tout à fait différent. Il possédait un flair pour la narration, en dissimulant avec cruauté (à ses personnages et au spectateur) des informations cruciales et en engageant comme nul autre les émotions du publi. ».

Alfred Hitchcock était Knight Commander (chevalier commandeur) de l’Ordre de l’Empire britannique.

Sir Alfred Joseph Hitchcock (Leytonstone, Londres, 13 de agosto de 1899-Bel Air, Los Ángeles, 29 de abril de 1980) fue un director de cine y productor británico. Fue pionero en muchas de las técnicas que caracterizan a los géneros cinematográficos del suspense y el thriller psicológico. Tras una exitosa carrera en el cine británico en películas mudas y en las primeras sonoras, que le llevó a ser considerado el mejor director de Inglaterra, Hitchcock se trasladó a Hollywood en 1939.

A lo largo de una carrera que duró más de medio siglo, Hitchcock configuró un estilo cinematográfico distintivo y muy reconocible. Fue innovador en el uso de la cámara para imitar la mirada de una persona, obligando de esta manera a los espectadores a participar de cierta forma de voyeurismo, empleaba encuadres para provocar ansiedad, miedo o empatía y desarrolló una novedosa forma de montaje fílmico. Sus historias a menudo están protagonizadas por fugitivos de la ley y sus actrices protagonistas suelen ser de pelo rubio. Muchos de sus filmes presentan giros argumentales en el desenlace y tramas perturbadoras que se mueven en torno a la violencia, los asesinatos y el crimen. Con frecuencia, los misterios que articulan las tramas no son más que señuelos (Macguffin, como los llamó el propio director) que sirven para hacer avanzar la historia pero no tienen mayor importancia en el argumento. Las películas de Hitchcock también abordan a menudo temas del psicoanálisis y tienen marcadas connotaciones sexuales. Gracias a los cameos en muchos de sus filmes, las entrevistas, los avances publicitarios de sus películas y el programa de televisión Alfred Hitchcock Presenta, el cineasta se convirtió en un icono cultural.

Hitchcock dirigió más de cincuenta películas a lo largo de seis décadas. Reconocido a menudo como el mejor cineasta británico, apareció el primero de una encuesta realizada entre los críticos de cine en 2007 por el periódico The Daily Telegraph. El diario lo definió así: «Indudablemente el más grande cineasta nacido en estas islas, Hitchcock hizo más que cualquier otro director para dar forma al cine moderno, que habría sido completamente diferente sin él». La revista MovieMaker lo ha descrito como el director más influyente de todos los tiempos y es ampliamente considerado como uno de los artistas más importantes del séptimo arte.

fonte wikipedia

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#ArchivioCollezioneGarzia

Ricordare il passato, farlo vivere nel presente e consegnarlo al futuro.

L’ Archivio Collezione Garzia si compone di più di quattro milioni di immagini ( negativi, diapositive, stampe originali ) realizzate o acquisite tramite fotografi, agenzie, antiquari e donazioni, nel corso della sua vita professionale come fotografo, da Marco Garzia.

Nel 2012 l’archivio collezione è stato dichiarato di interesse storico particolare dal MiBac.

Una collezione di ricordi di cinema, moda, stile, cultura del Novecento che ci regala scatti celebri e sconosciuti, catalogati con pazienza e perizia, testimoni di momenti e incontri irripetibili.

Luchino Visconti, Romy Schneider e Alain Delon mentre cenano a Venezia nel 1962, uno sguardo tra l’intenza Monica Vitti e il profilo perfetto di Marcello Mastroianni, David Niven, Amedeo Nazzari e Alberto Sordi in una pausa sul set di “I due nemici” del 1961, Alberto Moravia davanti alla boutique parigina di Christian Dior nel 1961, ma anche Papa Giovanni Paolo II con le scarpe da ginnastica, o Fidel Castro e Che Guevara durante i festeggiamenti del Pimo Maggio nel 1961 ( i primi dopo la Rivoluzione).

Questi sono solo alcuni momenti che possiamo ritrovare nell’ Archivio, preziosa custodia di immagini vive che rivendicano con forza una cittadinanza nell’epoca dell’effimero e del consumo veloce e spesso poco consapevole.

da oggi potete donare tramite bonifico bancario specificando nella causale: sostengo con donazione l’ associazione culturale Romart per la cura, l’archiviazione e conservazione dell’ ArchivioCollezioneGarzia, via Eugenio Barsanti, 28 00146 Roma

Fai un versamento a: Associazione Culturale ROMART :
IBAN: IT 96 H 07601 03200 0010 2360 1287

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#VittorioGassman #AlbertoSordi #NinoManfredi

Vittorio Gassman , Alberto Sordi, Nino Manfredi e è subito “Crimen” commedia all’italiana del 1960 diretta da Mario Camerini

Cinque persone, tutte accomunate dal fatto di essere su un treno diretto a Montecarlo, si ritroveranno ad essere coinvolte nell’omicidio di un’anziana milionaria di origine olandese, ospite regolare della mondana località rivierasca.

Gli sposi Remo e Marina, parrucchieri, sono attratti dal miraggio della fortuna nel gioco d’azzardo, con la quale contano di avviare un’attività in proprio; il commendatore Alberto Franzetti, dopo un fallito tentativo di “disintossicarsi” dal demone del gioco, è di ritorno a Monaco dove lo aspetta la moglie; la coppia di borgatari Quirino e Giovanna è impegnata nel riportare un cane alla milionaria olandese per la lucrosa ricompensa.

I sei protagonisti, per differenti ragioni, vengono coinvolti nelle indagini sull’assassino della vecchia milionaria che aveva perduto il cane e, tutti diffidenti nei confronti delle forze dell’ordine, mettono in atto dei goffi tentativi di dimostrare la loro estraneità al fatto, finendo però solo col compromettere sempre più la loro posizione; ma grazie alle ricerche del commissario di polizia verranno prosciolti, mentre i veri colpevoli (che si erano ingegnosamente muniti di alibi) saranno smascherati.

Quando poi, nel viaggio di ritorno sempre sullo stesso treno, ci sarà un ennesimo delitto nei confronti di uno sconosciuto, i nostri protagonisti, forti dell’esperienza subita e convinti che bisogna sempre essere dalla parte della legge, si proporranno come testimoni dei fatti.

Il finale del film, come beffa, mostrerà il titolo di un giornale nel quale viene resa notizia che i sei testimoni nel fornire le loro versioni sono caduti in diverse contraddizioni per cui apparirà scritto ” chi di loro è il colpevole ? “

  • Vittorio Gassman, nato Gassmann (Struppa, 1º settembre 1922 – Roma, 29 giugno 2000), è stato un attore, regista, sceneggiatore e scrittore italiano, attivo in campo teatrale, cinematografico e televisivo.

Soprannominato “il Mattatore” (dall’omonimo spettacolo televisivo del 1959), è considerato uno dei migliori e più rappresentativi attori italiani, ricordato per l’assoluta professionalità (al limite del maniacale), per la versatilità e il magnetismo. Artista con profonde radici nel mondo del teatro più “impegnato”, fu fondatore e direttore del Teatro d’Arte Italiano.

La lunga carriera in Italia e all’estero comprende produzioni importanti, così come dozzine di divertissement che gli diedero una vasta popolarità. Con Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Marcello Mastroianni e Nino Manfredi fu uno dei “mostri” della commedia all’italiana.

  • Alberto Sordi (Roma, 15 giugno 1920 – Roma, 24 febbraio 2003) è stato un attore cinematografico, regista sceneggiatore, conduttore televisivo, compositore, cantante, e doppiatore italiano.

Importante interprete della storia del cinema italiano, con Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Marcello Mastroianni fu uno dei “mostri” della commedia all’italiana, nonché, insieme ad Aldo Fabrizi e Anna Magnani, rappresentante della romanità. Si è cimentato anche in ruoli drammatici dove ha dato prova della sua versatilità di attore. Ha recitato in circa 160 film.

  • Nino Manfredi, all’anagrafe Saturnino Manfredi (Castro dei Volsci, 22 marzo1921 – Roma, 4 giugno2004), è stato un attore, regista, scrittore e cantanteitaliano.

Interprete versatile e incisivo, tra i più validi del cinema italiano, nel corso della sua lunga carriera ha alternato ruoli comici e drammatici con notevole efficacia, ottenendo numerosi riconoscimenti. Con Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Marcello Mastroianni e Vittorio Gassman fu uno dei “mostri” della commedia all’italiana.

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#Totò #AntonioDeCurtis #FrancaFaldini

Antonio De Curtis in arte Totò ( Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi ) nobile nei natali, era di casa a Montecarlo. In questa foto lo vediamo nel principato, su invito di Ranieri di Monaco e della principessa Grace Kelly, che molto lo apprezza per la sua capacità comica/surreale, partecipare al GranGala del capodanno 1960, accompagnato dalla compagna Franca Faldini.

Prince Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio, best known by his stage name Totò (Italian pronunciation: [toˈtɔ*]; 15 February 1898 – 15 April 1967) or as Antonio De Curtis, and nicknamed il Principe della risata (“the Prince of laughter”), was an Italian comedian, film and theatre actor, writer, singer and songwriter. He is widely considered one of the greatest Italian artists of the 20th century. While he first gained his popularity as a comic actor, his dramatic roles, his poetry, and his songs are all deemed to be outstanding; his style and a number of his recurring jokes and gestures have become universally known memes in Italy. Writer and philosopher Umberto Eco has thus commented on the importance of Totò in Italian culture:

Totò e Franca Faldini  guests of Ranieri di Monaco and p.ss Grace 12039366_777091142401391_8625006502329396381_n

#HenryMiller

Henry Valentine Miller (New York, 26 dicembre 1891 – Pacific Palisades, 7 giugno 1980) è stato uno scrittore, pittore, saggista e reporter di viaggio statunitense.

È ricordato soprattutto per la rottura con le forme letterarie del suo tempo e lo sviluppo di una sua personale tipologia di romanzo, che è un intreccio tra l’autobiografia, le strutture narrative del romanzo tradizionale, la riflessione filosofica, il saggio di critica sociale e le tecniche di scrittura automatica surrealiste. Le principali opere che seguono questa corrente sono:  (Tropico del Cancro), Black Spring (Primavera nera) e Tropic of Capricorn (Tropico del Capricorno).

Miller scrisse anche memorie di viaggio e saggi di critica letteraria e di analisi e pubblicò i suoi acquerelli.

 

Henry Valentine Miller (December 26, 1891 – June 7, 1980) was an American writer. He was known for breaking with existing literary forms, developing a new sort of semi-autobiographical novel that blended character study, social criticism, philosophical reflection, explicit language, sex, surrealist free association and mysticism. His most characteristic works of this kind are Tropic of Cancer (1934), Black Spring (1936), Tropic of Capricorn (1939) and The Rosy Crucifixion trilogy (1949–59), all of which are based on his experiences in New York and Paris, and all of which were banned in the United States until 1961. He also wrote travel memoirs and literary criticism, and painted watercolors.

 

Henry Valentine Miller (n. Nueva York, 26 de diciembre de 1891 – m. Los Ángeles, California, 7 de junio de 1980) fue un novelista estadounidense. Su obra se compone de novelas semiautobiográficas, en las que el tono crudo, sensual y sin tapujos suscitó una serie de controversias en el seno de un Estados Unidos puritano que Miller quiso estigmatizar denunciando la hipocresía moral de la sociedad norteamericana, criticando de paso el devenir de la existencia humana, desnudando su cinismo y múltiples contradicciones. Censurado por su estilo y contenido provocativo y rebelde en relación a la creación literaria de su época, sus obras influyeron notablemente en la llamada Generación Beat.

 

Henry Valentine Miller est un romancier et essayiste américain né le 26 décembre 1891 à New York et mort le 7 juin 1980 à Pacific Palisades (Californie).

Son œuvre est marquée par des romans largement autobiographiques, dont le ton conjugue à la fois désespoir et extase. Miller s’est lui-même qualifié de « Roc heureux » 1. Son œuvre a suscité une série de controverses dans une Amérique mécanique et pécuniaire contre laquelle Miller a lutté car, pour lui, le but premier de la vie est de vivre. Il fut largement édité et célébré en Europe, cependant il faudra attendre les années 1960 pour qu’il connaisse du succès dans son pays (surtout dans l’élite américaine francophile et éduquée).

Henry Miller a été durant sa jeunesse un grand admirateur de l’écrivain Knut Hamsun ainsi que de Blaise Cendrars, qui fut également son ami et un des premiers écrivains de renom à reconnaître son talent littéraire. Sur son lit de mort, Henry Miller dira que, s’il a tellement écrit sur sa vie, ce fut uniquement pour l’amour sincère des gens et non pour la gloire, la renommée, la célébrité

 

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