autore

#MinaMazzini

“Se non avessi la mia voce vorrei avere quella di una
giovane ragazza italiana di nome Mina”

Sarah Vaughan. 1968.

 

Mina è la più grande voce italiana di sempre. Ma non solo. Per gli italiani Mina è un’icona al pari di altri grandi “marchi”che parlano di qualità eccelsa nel mondo, quali Ferrari o Fellini. Nell’immaginario collettivo per gli italiani Mina è un patrimonio del quale andare orgogliosi.

Mina ha incarnato il modello del talento e della diva dello spettacolo sulle scene, in televisone e nei suoi dischi. Ha fatto la storia della televisione italiana negli anni ’60 e ’70 per poi decidere di non apparirvi più. Ha interpretato le canzoni di successo che hanno accompagnato la vita quotidiana degli italiani per 40 anni. Mina pubblica un lavoro discografico inedito ogni anno.

Oggi è forse l’unico caso al mondo di un artista che non si concede ai media (infatti non rilascia interviste e non fa né recitals né apparizioni pubbliche da più di 20 anni) rimanendo ugualmente al primo posto in classifica ogni volta che pubblica un nuovo disco.

Oltre a intensificare la sua attività discografica, negli ultimi anni Mina ha scritto su importanti testate, incarico in cui si è rivelata padrona di un pensiero importante: protagonista di seguitissimi editoriali dove il suo talento come artista e la sua acutezza e credibilità l’hanno portata ad essere autorevole come editorialista tanto quanto come cantante.
Con l’ironia che il suo “talento totale” le ha costantemente assicurato, Mina, già da molti anni prima che si parlasse di “look”, ha sempre giocato con la sua immagine, stravolgendola nelle copertine dei suoi dischi, che sono anche state oggetto di mostre nei musei italiani. Mina ha sempre precorso i tempi e amato confrontarsi con le nuove tecnologie. Nel 2001 ha aperto le porte del suo studio di registrazione attraverso internet, dando in streaming un filmato dove registrava live.
Le richieste di poter vedere Mina in questo documento filmato al server dell’operatore Wind telecomunicazioni s.p.a. sono state addirittura 50 milioni, facendo collassare l’intero sistema…

Mina è un’artista eclettica e versatile che ha interpretato musica di tutti i generi spaziando tra i diversi stili con assoluta proprietà di linguaggio.

 

 

“If I didn’t have my own voice, I’d like to have the voice of a young Italian girl named Mina”

Sarah Vaughan. 1968.

 

Mina is the greatest Italian singer of all times, but not only. For Italians, Mina is an icon equally as important as the biggest and best known names about which they boast as proof that Italy has the highest quality everything in the world, like Ferrari or Fellini. In the Italian collective imagination, Mina is a national treasure to be proud of and jealously guarded.

During the ‘60s and the ‘70s Mina embodied the very essence of the ultra-talented superstar on stage, in TV and in her records. She made television history and then suddenly, inexplicably decided to retire. She sang Italy’s greatest hits, which for over 40 years have been the leitmotiv of the everyday life of the Italian people. Nowadays Mina releases one record a year. She is perhaps the only artist in the world that does not offer herself up to the media – as a matter of fact, she does not grant interviews, has not appeared in concert or made any other public appearance for more than 20 years. Yet, all her new albums reach number one in the national hit parade.

In addition to her recordings, in recent years Mina has published as freelance journalist in important newspapers and magazines, revealing a penchant for deep, thought-provoking insight. Her successful columns have earned her a new, wide-flung reputation as a talented editorialist, demonstrating intelligence and adding wide journalistic credibility to her fame as singer.

Thanks to her capacity for “self-irony” that her unrivalled talent has always assured her, Mina has always laughed about, played and gambled with her imagine, varying it in a thousand ways in the media and even on her record sleeves, many of which have been placed on exhibit in Italian museums of art. Always ahead of her times, Mina remains on the cutting edge even in new technologies. In 2001 she opened the doors of her recording studios to the WWW by streaming an extended version of the videotaped session of her new album. The night the video went on-line, the server was overwhelmed with over 50,000 connection requests and the entire system crashed.

Mina is an eclectic, versatile artist completely at ease with a repertoire spanning all musical genres, all of which she has sung with masterful panache.

 

 

“Si no tuviera la voz que tengo quisiera tener la de una muchacha italiana que se llama Mina”

Sarah Vaughan. 1968.

 

Desde siempre, Mina es la voz italiana más importante. Pero no sólo eso. Para los italianos Mina representa un icono a la altura de otras grandes “marcas” que hablan de calidad excelsa en el mundo, como Ferrari o Fellini. Para los italianos, Mina es un patrimonio del que se sienten orgullosos.

Ha encarnado el modelo del talento y de la diva del espectáculo en escenarios, discos y televisión. Ha formado parte de la historia de la televisión italiana en los años ’60 y ’70 y fue su propia decisión no volver a aparecer en ella. Ha interpretado canciones de éxito que han acompañado la vida cotidiana de los italianos durante cuarenta años. Mina publica un trabajo discográfico inédito cada año.

Hoy es, quizá, el único caso en el mundo de un artista que sin concederse a los mass-media (de hecho, no concede entrevistas y no hace recitales ni apariciones públicas desde hace más de veinte años) consigue estar siempre en el primer puesto de la clasificación cada vez que saca un disco nuevo. Además de su actividad discográfica en los ultimos años, Mina ha escrito en importantes periódicos descubriéndose protagonista de editoriales con gran público lector; y su talento y credibilidad la revelaron, en estos años, dueña de un pensamiento libre e importante, tan importante como en su faceta musical.

Actualmente, Mina escribe en el semanal “Vanity Fair”. Un talento con mayúsculas y excepcionalmente rico de ironía el de Mina, que ya muchos años antes de que se hablara de “look”, siempre ha jugado con su imagen, cambiándola de arriba abajo en las portadas de sus discos, también objeto de muestras en algunos museos italianos. Siempre se ha adelantado a los tiempos y le ha encantado medirse con las nuevas tecnologías. En 2001 abrió las puertas de su estudio de grabación a internet, dando en streaming un video donde grababa en vivo. Las peticiones para poder ver a Mina en este documento filmado al server del operador Wind telecomunicazioni s.p.a, llegaron a los cincuenta millones e hicieron colapsando todo el sistema.

Mina es una artista ecléctica y versátil que ha interpretado todos los géneros de la música, alternando los diferentes estilos con absoluta propiedad de lenguaje.

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#WalterChiari

Walter Chiari, pseudonimo di Walter Annicchiarico (Verona, 8 marzo 1924 – Milano, 20 dicembre 1991), è stato un attore, comico e conduttore televisivo italiano.

Attore teatrale, cinematografico e televisivo, è stato uno dei più noti comici dello spettacolo italiano e uno degli esponenti di spicco della commedia insieme ad Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni e Nino Manfredi.

Walter Chiari [ˈvalter ˈkjaːri], stage name of Walter Annicchiarico (8 March 1924 – 20 December 1991), was an Italian stage and screen actor, mostly in comedy roles.

nella foto: Walter Chiari con la madre Enza maestra elementare nel 1952

 

#FredBuscaglione

Fred Buscaglione, nome d’arte di Ferdinando Buscaglione (Torino, 23 novembre 1921 – Roma, 3 febbraio 1960), è stato un cantautore, polistrumentista e attore italiano.

A Torino dal 1946, Fred aveva ricominciato a frequentare assiduamente l’amico Leo Chiosso, con il quale iniziò a comporre canzoni. Il rapporto tra i due era praticamente simbiotico, al punto che si trasferirono nello stesso palazzo, in due appartamenti dirimpetto l’uno all’altro, in Via Eusebio Bava 26 bis, in zona Vanchiglia. Trascorrevano giorni e notti intere insieme a chiacchierare a scambiarsi idee, battute e frasi musicali che Leo annotava e Fred accennava sulla tastiera del pianoforte.

 Molto spesso si trattava di canzoni un po’ strampalate, che parlavano con ironia di “bulli e pupe”, di New York e di Chicago, di duri spietati con i nemici, ma sempre in balia delle donne e dell’alcool.

Nacquero così le canzoni che lo fecero conoscere in tutta Italia, molte delle quali eseguite dal vivo in concerto e registrate su disco, alcune in coppia con la moglie Fatima quali: Che bambola!, Teresa non sparare, Eri piccola così, Love in Portofino, Porfirio Villarosa (ispirata alla figura del celebre playboy Porfirio Rubirosa), Whisky facile.

Fred si calò nel personaggio, facendosi crescere un paio di baffetti e presentandosi in scena in doppiopetto gessato e cappello a larghe falde, ispirato a Clark Gable ed ai gangster americani come apparivano nei racconti hard-boiled di scrittori quali Damon Runyon, uno degli autori preferiti da Chiosso.

La sua discografia, nonostante la brevità della sua carriera, è folta. Nel 1956 incise numerosissime canzoni e in quello stesso anno uscirono i suoi primi 33 giri. Eppure non fu facile per lui trovare una casa discografica che accettasse di incidere quelle canzoni così trasgressive e inconsuete per l’epoca. Le sue prime incisioni risalgono al 1952, alcuni pezzi standard del repertorio jazz per l’etichetta La Voce del Padrone (oggi pressoché introvabili), ma nessuno si sentiva di dargli l’opportunità di incidere le “sue” canzoni.

Un aiuto decisivo arrivò dall’amico Gino Latilla, che aveva ottenuto un discreto successo con la canzone Tchumbala-bey scritta dal duo Chiosso-Buscaglione. Egli insistette tanto con il direttore della sua casa discografica, la Cetra, affinché lui gli lasciasse incidere le sue canzoni, al punto di anticipare di tasca propria le spese, e così nel 1955 vide la luce il primo singolo: un 78 giri che contiene due canzoni: Che bambola!/Giacomino. L’idea piacque al pubblico e il singolo vendette circa 980.000 copie in assenza di qualsiasi battage pubblicitario cosicché Buscaglione, incoraggiato da questo inaspettato successo, decise di incidere tante altre canzoni e sempre grazie all’appoggio di Latilla partecipò ad alcune trasmissioni radiofoniche, che contribuirono notevolmente alla sua nascente popolarità.

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Ferdinando “Fred” Buscaglione (Italian pronunciation: [ˈfrɛd buskaʎˈʎoːne]; 23 November 1921 – 3 February 1960) was an Italian singer and actor who became very popular in the late 1950s. His public persona – the character he played both in his songs and his movies – was of a humorous mobster with a penchant for whisky and women.

Ferdinando Buscaglione was born in Turin, Italy on 23 November 1921. The son of a porter, his great passion for music appeared at a very young age. When he was 11, his parents enrolled him at the Giuseppe Verdi Conservatory in Turin. During his teen years, he performed at night clubs in Turin singing jazz and playing double bass and violin.

During World War II, he was incarcerated in an American internment camp in Sardinia. His musical talent was apparent and he was allowed to join the orchestra of the allied radio station of Cagliari. This permitted Buscaglione to continue to make music and to experiment with new sounds and rhythms coming from the U.S. (Most foreign music had been officially forbidden by the Italian Fascist regime.)

After the war, Buscaglione returned to Turin and resumed working as a musician for various bands. He then formed his own group, the Asternovas. During a tour in Switzerland in 1949 he met and married the half-German half-Moroccan entertainer Fatima Robin. In the meantime he was gradually creating his public character, inspired by Clark Gable and Mickey Spillane’s gangsters. His friend Leo Chiosso, a lyricist who wrote many of his songs, told him stories about gangsters and their babes, New York City and Chicago, tough men who were ruthless with enemies but easily fell victims to a woman’s charms. Together they wrote the hits that brought nationwide fame to Buscaglione: Che bambola (Whatta babe!), Teresa non sparare (Theresa, don’t shoot!), Eri piccola così (You were so small), Guarda che luna (Look, What A (beautiful) Moon), Love in Portofino, Porfirio Villarosa (a caricature of Porfirio Rubirosa), Whisky facile (Easy Whiskey).

After perfecting his routine in night clubs and theatres he started recording his songs in 1955; the first single (a shellac 78rpm record containing ‘Che bambola’ and ‘Giacomino’) sold 1,000,000 copies with close to no promotion, propelling him to a degree of fame he never considered possible.

By the end of the 1950s, Buscaglione was one of Italy’s most wanted entertainers. He appeared on advertising campaigns, on television, in movies.

At 38 years of age, he was killed in a car accident when his pink Ford Thunderbird collided with a truck in the early hours before dawn in Rome, of all places, right before the U.S. embassy. Only hours earlier he had dinner with some friends at a restaurant in Rome and met future Italian pop diva Mina Mazzini who made her Sanremo Music Festival debut earlier. The two discussed future collaboration that sadly never materialized.

Alongside his legacy, in songs and movies, Buscaglione deserves mention for having encouraged musicians and singers from the newer generation (the one influenced by the earliest forms of rock and roll) to stand up against the conservative producers and discographers of the time, demanding recognition for their art and their style. In this role he proved instrumental in the rise of the “yellers” scene which from the early 60s started to revolutionize the Italian popular music panorama

#GinoBramieri

Gino Bramieri, all’anagrafe Luigi Bramieri (Milano, 20 giugno 1928 – Milano, 18 giugno 1996), è stato un comico, cantante e attore italiano di cinema e televisione.

Il suo debutto come artista risale alla fine del 1943, in uno spettacolo a favore degli sfollati nella piazza di Rovellasca. Il suo debutto teatrale, invece, a sedici anni (con un’unica battuta: «C’è una lettera per te!»), il 27 settembre 1944 al Teatro Augusteo di Milano, in Cretinopoli. Il suo primo vero spettacolo con pubblico pagante, infine, è all’Anteo, con: Brabito (dal nome dei tre protagonisti: Bramieri, Bisi, Tognato).

Ha lavorato con Franco e Ciccio, Peppino De Filippo, Aldo Fabrizi, Ave Ninchi, Nino Taranto, Raimondo Vianello, Totò. È stato interprete di oltre trenta film. In TV ottenne grande successo nel programma condotto da Corrado L’amico del giaguaro con Raffaele Pisu e Marisa Del Frate. Sulle reti Mediaset, negli ultimi anni della sua vita, è stato protagonista della sit-com Nonno Felice e del suo spin-off Norma e Felice.

 Italo Terzoli ed Enrico Vaime sono stati i suoi autori “di riferimento”: con i loro copioni ha ottenuto grandi successi nel teatro leggero, da La sveglia al collo ad Anche i bancari hanno un’anima e La vita comincia ogni mattina (spettacoli prodotti, dalla fine degli anni sessanta, da Garinei e Giovannini, con i quali Bramieri cominciò la sua collaborazione nel 1969 con Angeli in bandiera in “ditta” con Milva).

È stato il conduttore, tra la fine degli anni sessanta e i primi anni settanta, del varietà radiofonico Batto quattro, sempre a firma di Terzoli e Vaime, in onda il sabato mattina sul Secondo Programma per il quale diede vita ad alcuni suoi personaggi/macchiette (famoso “il Carugati”). Negli stessi anni è stato protagonista di numerose serie di varietà televisivi trasmessi dalla RAI: Tigre contro tigre (1966), Il signore ha suonato? (1966), Eccetera, eccetera (1967), E noi qui (1970), Hai visto mai? (1973), Punto e basta (1975), della serie del G. B. Show (1982-88), sempre affiancato da grandi showgirl come Loretta Goggi, Sylvie Vartan, Lola Falana, oltre alla sua partecipazione in altri grandi varietà, come Milleluci, Felicibumtà. È stato tra i primi attori comici a partecipare – in gara – al Festival di Sanremo presentando nel 1962 i brani Lui andava a cavallo e Pesca tu che pesco anch’io.

 Oltre a una grande maestria nel condurre scenette comiche e nel creare personaggi e macchiette, la sua specialità era quella di raccontare barzellette, che in genere erano molto brevi (a volte fatte di sole due battute, “botta e risposta”), e spesso un po’ surreali; di questa sua abilità amava dire: “Il problema di raccontare una bella barzelletta è che inevitabilmente ne fa venire in mente una orribile a chi l’ascolta”[1]. Questa sola particolarità lo rese maggiormente famoso, considerando soprattutto che le barzellette che sapeva raccontare erano svariate migliaia, peraltro raccolte in una serie di volumi tra cui 50 chili fa, ispirato alla forte perdita di peso che, a inizio anni settanta, consentì al grande comico milanese di trovare una nuova e più completa dimensione artistica. Una sua serie di pubblicità per Carosello, quella del Moplen, fu fra le più apprezzate dal pubblico.

Il 5 febbraio 1981, alla guida di un’Alfa 6, Bramieri si trovava con Liana Trouche, moglie di Aldo Giuffré, con cui stava recitando nelle repliche dello spettacolo di Terzoli e Vaime Felici e contenti, per la regia di Garinei e Giovannini. L’auto percorrendo l’autostrada A16 uscì fuori strada e l’attrice, che non indossava la cintura di sicurezza nonostante il mezzo ne fosse provvisto, fu sbalzata fuori dall’abitacolo e morì sul colpo.

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Gino Bramieri al festival di sanremo 1962

Gino Bramieri [ˈdʒiːno braˈmjɛːri] (21 June 1928 – 18 June 1996) was an Italian comedian and actor. He was especially known as a television comedian, but also performed in theatres, on radio, and in about thirty movies. He was nicknamed “Il Re della barzelletta” (“the King of jokes”) for his burlesque comic style, which was largely based on his skill at telling funny stories.His jokes were sometimes as quick as a cut and thrust, and bordering on surrealism. They have been collected in a series of books, such as 50 chili fa (“50 kilos ago”, a collection he published after dieting).

Bramieri was born in Milan, Italy, into a humble family.He made his stage debut in 1943, with the prose company in prose of Egisto Olivieri.[2] He later graduated in accountancy at night school.In 1948 he got married and had a son.Bramieri’s career was launched by Erminio Macario, who entered him in his revue company in 1949. In his career, he has performed together with many prominent Italian comedians and actors, including Franco Franchi and Ciccio Ingrassia, Peppino De Filippo, Aldo Fabrizi, Ave Ninchi, Nino Taranto, Raimondo Vianello, Renato Rascel, and Totò. His career in television reached its apex in the 1960s–1970s, with RAI television shows such as Tigre contro tigre, Il signore ha suonato?, E noi qui and others; in the 1980s, he conducted a show named after him, the Gino Bramieri show (aka G.B. Show).

He died of cancer at the age of 67, and was buried in Milan’s Cimitero Monumentale, a privilege that is traditionally reserved to outstanding Milanese citizens.[4]

A street of Milan (district of Porta Nuova) as well as an avenue in Rome (in the Pineto city park) have been renamed in his honour.

 

 

 

 

#AlfredHitchcock

Sir Alfred Joseph Hitchcock (Londra, 13 agosto 1899 – Los Angeles, 29 aprile 1980) è stato un regista e produttore cinematografico britannico naturalizzato statunitense[1]. È considerato una delle personalità più importanti della storia del cinema.

Lo spartiacque nella carriera di Hitchcock è rappresentato dal suo trasferimento da Londra a Hollywood, avvenuto nel 1940. In base a questa data, gli studiosi suddividono la sua produzione in due grandi periodi:

  • il periodo inglese, che va dal 1925 al 1940, durante il quale ha diretto ventitré film, di cui nove muti;
  • il periodo americano, che va dal 1940 al 1976, durante il quale ha diretto trenta film, fra i quali si annoverano i più conosciuti.

L’ultimo film è Complotto di famiglia diretto nel 1976.

Il regista è conosciuto anche, grazie ai suoi capolavori thriller, come “maestro del brivido”.

Nel 2012 è uscito nelle sale cinematografiche Hitchcock, con protagonisti Anthony Hopkins, Helen Mirren, Scarlett Johansson e Jessica Biel, film biografico incentrato sul rapporto tra il regista e sua moglie Alma Reville durante la lavorazione del film Psyco.

Sir Alfred Joseph Hitchcock KBE (13 August 1899 – 29 April 1980) was an English film director and producer, at times referred to as “The Master of Suspense”. He pioneered many elements of the suspense and psychological thriller genres. He had a successful career in British cinema with both silent films and early talkies and became renowned as England’s best director. Hitchcock moved to Hollywood in 1939, and became a US citizen in 1955.

With a career spanning more than half a century, Hitchcock fashioned for himself a recognisable directorial style.  His stylistic trademarks include the use of camera movement that mimics a person’s gaze, forcing viewers to engage in a form of voyeurism. In addition, he framed shots to maximise anxiety, fear, or empathy, and used innovative forms of film editing. His work often features fugitives on the run alongside “icy blonde” female characters.

Hitchcock became a highly visible public figure through interviews, movie trailers, cameo appearances in his own films, and the ten years in which he hosted the television program Alfred Hitchcock Presents. In 1978, film critic John Russell Taylor described Hitchcock as “the most universally recognizable person in the world”, and “a straightforward middle-class Englishman who just happened to be an artistic genius”.

Hitchcock directed more than fifty feature films in a career spanning six decades and is often regarded as the greatest British filmmaker. He came first in a 2007 poll of film critics in Britain’s Daily Telegraph, which said: “Unquestionably the greatest filmmaker to emerge from these islands, Hitchcock did more than any director to shape modern cinema, which would be utterly different without him. His flair was for narrative, cruelly withholding crucial information (from his characters and from viewers) and engaging the emotions of the audience like no one else.”

Prior to 1980, there had long been talk of Hitchcock being knighted for his contribution to film. Critic Roger Ebert wrote: “Other British directors like Sir Carol Reed and Sir Charlie Chaplin were knighted years ago, while Hitchcock, universally considered by film students to be one of the greatest filmmakers of all time, was passed over”. Hitchcock later received his knighthood from Queen Elizabeth II in the 1980 New Year Honours.In 2002, the magazine MovieMaker named Hitchcock the most influential filmmaker of all time.

fonte wikipedia

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#MarleneDietrich #OrsonWelles

Marie Magdalene “Marlene” Dietrich /maɐ̯’le:nə ‘di:tʀɪç/ (Berlino, 27 dicembre 1901 – Parigi, 6 maggio 1992) è stata un’attrice e cantante tedesca naturalizzata statunitense.

Fra le più note icone del mondo cinematografico della prima metà del Novecento, la Dietrich fu un vero e proprio mito, lasciando un’impronta duratura attraverso la sua recitazione, le sue immagini e l’interpretazione delle canzoni (arricchite da una voce ammaliante e sensuale). La Dietrich fu una delle prime dive grazie ad un insieme di qualità, raramente ripetuto dopo di lei, che fu sufficiente a farla entrare nella leggenda dello show business quale modello di femme fatale per antonomasia. Il suo mito nacque e si sviluppò in contrapposizione a quello della divina Greta Garbo, entrambe star di punta di due compagnie di produzione rivali.

L’American Film Institute ha inserito la Dietrich al nono posto tra le più grandi star della storia del cinema.

 

-George Orson Welles (Kenosha, 6 maggio 1915 – Los Angeles, 10 ottobre 1985) è stato un attore, regista, sceneggiatore, scrittore, drammaturgo e produttore cinematografico statunitense.

 È considerato uno degli artisti più versatili e innovativi del Novecento in ambito teatrale, radiofonico e cinematografico. Conquistò il successo all’età di ventitré anni grazie allo spettacolo radiofonico La guerra dei mondi, trasmissione che, leggenda narra, scatenò il panico in buona parte degli Stati Uniti, facendo credere alla popolazione di essere sotto attacco da parte dei marziani. Questo insolito debutto gli diede la celebrità e gli fece ottenere un contratto per un film all’anno con la casa di produzione cinematografica RKO, da realizzare con assoluta libertà artistica. Nonostante questa vantaggiosa clausola, solo uno dei progetti previsti poté vedere la luce: Quarto potere (1941), il più grande successo cinematografico di Welles, considerato “il più bel film della storia del cinema” secondo un sondaggio della rivista britannica Sight & Sound che ha interpellato oltre 250 critici e registi cinematografici.

La carriera successiva di Welles fu ostacolata da una lunga serie di difficoltà e inconvenienti che non gli permise di continuare a lavorare a Hollywood e che lo costrinse a trasferirsi in Europa, dove continuò a cercare di realizzare le proprie opere finanziandosi soprattutto con apparizioni in film altrui. Fra i suoi molti progetti, Welles riuscì a realizzare e dirigere film come: Macbeth (1948), Otello (1952), L’infernale Quinlan (1958), Il processo (1962), F come falso (1975) ed altri.

La sua fama è aumentata dopo la sua morte, avvenuta nel 1985, ed è considerato uno dei maggiori registi cinematografici e teatrali del XX secolo[]. Palma d’oro a Cannes nel 1952 (all’epoca Gran Prix du Festival), ricevette, tra gli altri riconoscimenti, l’Oscar alla carriera nel 1971. Nel 2002 è stato votato dal British Film Institute come il più grande regista di tutti i tempi. L’American Film Institute ha inserito Welles al sedicesimo posto tra le più grandi star della storia del cinema.

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Marie MagdaleneMarleneDietrich (/mɑːrˈlnəˈdtrɪk/, German pronunciation: [maɐ̯ˈleːnə ˈdiːtʁɪç]; 27 December 1901 – 6 May 1992)was a German actress and singer who held both German and American citizenship.Throughout her unusually long career, which spanned from the 1910s to the 1980s, she maintained popularity by continually reinventing herself.

In the 1920s in Berlin, Dietrich acted on the stage and in silent films. Her performance as Lola-Lola in The Blue Angel (1930) brought her international fame and resulted in a contract with Paramount Pictures. Dietrich starred in Hollywood films such as Morocco (1930), Shanghai Express (1932), and Desire (1936). She successfully traded on her glamorous persona and “exotic” looks, and became one of the highest-paid actresses of the era. Throughout World War II, she was a high-profile entertainer in the United States. Although she still made occasional films after the war, Dietrich spent most of the 1950s to the 1970s touring the world as a marquee live-show performer.

Dietrich was noted for her humanitarian efforts during the war, housing German and French exiles, providing financial support and even advocating their US citizenship. For her work on improving morale on the front lines during the war, she received several honors from the United States, France, Belgium, and Israel. In 1999, the American Film Institute named Dietrich the ninth-greatest female star of classic Hollywood cinema.

George Orson Welles (/ˈwɛlz/; May 6, 1915 – October 10, 1985) was an American actor, director, writer, and producer who worked in theatre, radio, and film. He is remembered for his innovative work in all three: in theatre, most notably Caesar (1937), a Broadway adaptation of William Shakespeare’s Julius Caesar; in radio, the legendary 1938 broadcast “The War of the Worlds”; and in film, Citizen Kane (1941), consistently ranked as one of the all-time greatest films.

Welles directed a number of high-profile stage productions for the Federal Theatre Project in his early twenties, including an adaptation of Macbeth with an entirely African American cast, and the political musical The Cradle Will Rock. In 1937 he and John Houseman founded the Mercury Theatre, an independent repertory theatre company that presented a series of productions on Broadway through 1941. Welles found national and international fame as the director and narrator of a 1938 radio adaptation of H. G. Wells’ novel The War of the Worlds performed for his radio anthology series The Mercury Theatre on the Air. It reportedly caused widespread panic when listeners thought that an invasion by extraterrestrial beings was actually occurring. Although some contemporary sources claim these reports of panic were mostly false and overstated, they rocketed Welles to notoriety.

His first film was Citizen Kane (1941), which he co-wrote, produced, directed, and starred in as Charles Foster Kane. Welles was an outsider to the studio system and directed only 13 full-length films in his career. He struggled for creative control on his projects early on with the major film studios and later in life with a variety of independent financiers, and his films were either heavily edited or remained unreleased. His distinctive directorial style featured layered and nonlinear narrative forms, uses of lighting such as chiaroscuro, unusual camera angles, sound techniques borrowed from radio, deep focus shots, and long takes. He has been praised as “the ultimate auteur”.

Welles followed up Citizen Kane with critically acclaimed films including The Magnificent Ambersons in 1942 and Touch of Evil in 1958. Although these three are his most acclaimed films, critics have argued other works of his, such as The Lady from Shanghai (1947) and Chimes at Midnight (1966),are underappreciated.

In 2002, Welles was voted the greatest film director of all time in two British Film Institute polls among directors and critics,and a survey of critical consensus, best-of lists, and historical retrospectives calls him the second most acclaimed director of all time (behind Alfred Hitchcock). Known for his baritone voice, Welles was an actor in radio and film, a Shakespearean stage actor, and a magician noted for presenting troop variety shows in the war years.

fonti wikipedia

#Totò #AntoniodeCurtis

Totò, pseudonimo di Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfiro-genito Gagliardi de Curtis di Bisanzio,(brevemente Antonio de Curtis) (Napoli, 15 febbraio 1898 – Roma, 15 aprile 1967), è stato un artista italiano. Attore simbolo dello spettacolo comico in Italia, soprannominato «il principe della risata», è considerato, anche in virtù di alcuni ruoli drammatici, uno dei maggiori interpreti nella storia del teatro e del cinema italiani. Si distinse anche al di fuori della recitazione, lasciando contributi come drammaturgo, poeta, paroliere, cantante.

Nato Antonio Vincenzo Stefano Clementeda Anna Clemente (Palermo, 2 gennaio 1881 – Napoli, 23 ottobre 1947) e dal marchese Giuseppe De Curtis (Napoli, 12 agosto 1873 – Roma, 29 settembre 1944), fu adottato nel 1933 dal marchese Francesco Maria Gagliardi Focas.

Maschera nel solco della tradizione della commedia dell’arte, accostato a comici come Buster Keaton e Charlie Chaplin,ma anche ai fratelli Marx e a Ettore Petrolini. In quasi cinquant’anni di carriera spaziò dal teatro (con oltre 50 titoli) al cinema (con 97 pellicole) e alla televisione (con 9 telefilm e vari sketch pubblicitari), lavorando con molti tra i più noti protagonisti dello spettacolo italiano e arrivando a sovrastare con numerosi suoi film i record d’incassi. Adoperò una propria unicità interpretativa, che risaltava sia in copioni puramente brillanti sia in parti più impegnate, sulle quali si orientò soprattutto verso l’ultima fase della sua vita, che concluse in condizioni di quasi cecità a causa di una grave forma di corioretinite, probabilmente aggravata dalla lunga esposizione ai fari di scena. Spesso stroncato dalla maggior parte dei critici cinematografici, fu ampiamente rivalutato dopo la morte, tanto da risultare ancor oggi il comico italiano più popolare di sempre.

Franca Faldini, sua compagna, diventata giornalista e scrittrice dopo la morte dell’attore, scrisse nel 1977 il libro Totò: l’uomo e la maschera, realizzato insieme a Goffredo Fofi, in cui raccontò sia il profilo artistico sia la vita dell’attore fuori dal set, con l’intento principale di smentire alcune false affermazioni riportate da scrittori e giornalisti riguardo alla sua personalità.

Prince Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio (15 February 1898 – 15 April 1967), best known by his stage name Totò (Italian pronunciation: [toˈtɔ]) born simply as Antonio De Curtis, and nicknamed il Principe della risata (“the Prince of laughter”), was an Italian comedian, film and theatre actor, writer, singer and songwriter.

While he first gained his popularity as a comic actor, his dramatic roles, poetry, and songs are all deemed to be outstanding;[citation needed] his style and a number of his recurring jokes and gestures have become universally known memes in Italy.[citation needed] Writer and philosopher Umberto Eco has thus commented on the importance of Totò in Italian culture: Mario Monicelli, who directed some of the most appreciated of Totò’s movies, thus described his artistic value:

With Totò, we got it all wrong. He was a genius, not just a grandiose actor. And we constrained him, reduced him, forced him into a common human being, and thus clipped his wings.

— Mario Monicelli, Cinquant’anni di cinema. As a comic actor, Totò was classified as an heir of the Commedia dell’Arte tradition, and was compared to such figures as Buster Keaton and Charlie Chaplin.
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nella foto: Perugia, 21 novembre 1956 durante la prima dello spettacolo “A prescindere”.

 

#TinoBuazzelli

Agostino “Tino” Buazzelli (Frascati, 13 luglio 1922 – Roma, 20 ottobre 1980) è stato un attore italiano di teatro, cinema e televisione, e pittore.

Considerato tra i migliori interpreti brechtiani del Novecento, è ricordato per l’interpretazione di Galileo Galilei nella Vita di Galileo diretto da Giorgio Strehler nella stagione 1962/1963 al Piccolo Teatro di Milano. L’incontro con Strehler risale al 1952, quando il regista lo chiamò per mettere in scena Elisabetta d’Inghilterra di Ferdinand Bruckner, Il revisore di Nikolai Gogol e Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello.

Buazzelli raggiunse l’apice della popolarità interpretando il personaggio dell’investigatore privato Nero Wolfe, creato da Rex Stout, in una serie di dieci telefilm trasmessi tra il 1969 e il 1971, diretti da Giuliana Berlinguer, interpretati anche da Paolo Ferrari nel ruolo di Archie Goodwin e Pupo De Luca nel ruolo del cuoco svizzero Fritz Brenner. Lo sceneggiato raggiunse 19 milioni di spettatori di media a puntata, superando persino il Commissario Maigret interpretato da Gino Cervi.

 

Agostino “Tino” Buazzelli (13 September 1922 – 20 October 1980) was an Italian stage, television and film actor. He appeared in 46 films between 1948 and 1978.

After a diploma of education, Buazzelli enrolled the Accademia d’Arte Drammatica in Rome, graduating in 1946. He made his debut the following year, in the stage company Maltagliati-Gassman.[1] He made his film debut in 1948, in Riccardo Freda’s Il cavaliere misterioso. Buazzelli’s major successes relates to theatre, notably several stage works played in Piccolo Teatro in Milan between fifties and sixties, and his interpretation of Brecht’s Life of Galileo (1963) referred as the peak of his career.[1] Buazzelli had also a significant television success as Nero Wolfe in a series of television films starred between 1969 and 1971.

 

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#PierPaoloPasolini #AnnaMagnani

Pier Paolo Pasolini (Bologna, 5 marzo 1922 – Roma, 2 novembre 1975) è stato un poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, drammaturgo e giornalista italiano, considerato tra i maggiori artisti e intellettuali del XX secolo. Culturalmente versatile, si distinse in numerosi campi, lasciando contributi anche come pittore, romanziere, linguista, traduttore e saggista, non solo in lingua italiana, ma anche friulana.

 Attento osservatore dei cambiamenti della società italiana dal secondo dopoguerra sino alla metà degli anni settanta, suscitò spesso forti polemiche e accesi dibattiti per la radicalità dei suoi giudizi, assai critici nei riguardi delle abitudini borghesi e della nascente società dei consumi, come anche nei confronti del Sessantotto e dei suoi protagonisti. Il suo rapporto con la propria omosessualità fu al centro del suo personaggio pubblico.

Anna Magnani (Roma, 7 marzo 1908 – Roma, 26 settembre 1973) è stata un’attrice italiana.

Considerata una delle maggiori interpreti femminili della storia.Attrice simbolo del cinema italiano, è altresì particolarmente conosciuta per essere stata, insieme ad Alberto Sordi e Aldo Fabrizi, una delle figure preminenti della romanità cinematografica del XX secolo.Celebri le sue interpretazioni, soprattutto in film come Roma città aperta, Bellissima, Mamma Roma e La rosa tatuata. Quest’ultimo le valse un Oscar alla miglior attrice protagonista.

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Prima del film “accattone” in Francia 10/12/61

Pier Paolo Pasolini (Italian: [ˈpjɛr ˈpaːolo pazoˈliːni]; 5 March 1922 – 2 November 1975) was an Italian film director, poet, writer and intellectual. Pasolini also distinguished himself as an actor, journalist, philosopher, novelist, playwright, filmmaker, painter and political figure.

He remains a controversial personality in Italy to this day due to his blunt style and the focus of some of his works on taboo sexual matters, but he is an established major figure in European literature and cinematic arts. His murder prompted an outcry in some circles of Italy, with its circumstances continuing to be a matter of heated debate.

Anna Magnani (Italian pronunciation: [ˈanna maɲˈɲaːni]; 7 March 1908 – 26 September 1973) was an Italian stage and film actress.She won the Academy Award for Best Actress, along with four other international awards, for her portrayal of a Sicilian widow in The Rose Tattoo.

Born in Rome, she worked her way through Rome’s Academy of Dramatic Art by singing at night clubs. During her career, her only child was stricken by polio when he was 18 months old and remained crippled.

She was referred to as “La Lupa,” the “perennial toast of Rome” and a “living she-wolf symbol” of the cinema. Time magazine described her personality as “fiery”, and drama critic Harold Clurman said her acting was “volcanic”. In the realm of Italian cinema she was “passionate, fearless, and exciting,” an actress that film historian Barry Monush calls “the volcanic earth mother of all Italian cinema.”[3] Director Roberto Rossellini called her “the greatest acting genius since Eleonora Duse”. Playwright Tennessee Williams became an admirer of her acting and wrote The Rose Tattoo specifically for her to star in, a role for which she received an Oscar in 1955.

After meeting director Goffredo Alessandrini she received her first screen role in La cieca di Sorrento (The Blind Woman of Sorrento) (1934) and later achieved international fame in Rossellini’s Rome, Open City (1945), considered the first significant movie to launch the Italian neorealism movement in cinema.As an actress she became recognized for her dynamic and forceful portrayals of “earthy lower-class women” in such films as L’Amore (1948), Bellissima (1951), The Rose Tattoo (1955), The Fugitive Kind (1959) and Mamma Roma (1962). As early as 1950 Life magazine had already stated that Magnani was “one of the most impressive actresses since Garbo”.

#DarioFo #FrancaRame #JacopoFo

Dario Fo (Sangiano, 24 marzo 1926 – Milano, 13 ottobre 2016) è stato un drammaturgo, attore, regista, scrittore, autore, illustratore, pittore, scenografo e attivista italiano.

 Vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1997 (già candidato nel febbraio 1975[2]), i suoi lavori teatrali fanno uso degli stilemi comici propri della Commedia dell’arte italiana e sono rappresentati con successo in tutto il mondo. In quanto attore, regista, scrittore, scenografo, costumista e impresario della sua stessa compagnia, Fo è uomo di teatro a tutto tondo.

È famoso per i suoi testi teatrali di satira politica e sociale e per l’impegno politico di sinistra. Con la moglie Franca Rame fu tra gli esponenti del Soccorso Rosso Militante.

Franca Rame (Parabiago, 18 luglio 1929 – Milano, 29 maggio 2013) è stata un’attrice teatrale, drammaturga e politica italiana.

Jacopo Fo (Roma, 31 marzo 1955) è uno scrittore, attore, regista, fumettista, blogger e attivista italiano.

 

Dario Fo (Italian pronunciation: [ˈdaːrjo ˈfɔ]; 24 March 1926 – 13 October 2016) was an Italian actor-playwright, comedian, singer, theatre director, stage designer, songwriter, painter and political campaigner of the Italian left-wing, recipient of the 1997 Nobel Prize in Literature. “Arguably the most widely performed contemporary playwright in world theatre”, much of his dramatic work depends on improvisation and comprises the recovery of “illegitimate” forms of theatre, such as those performed by giullari (medieval strolling players) and, more famously, the ancient Italian style of commedia dell’arte.

His plays have been translated into 30 languages and performed across the world, including in Argentina, Chile, England, Scotland, the Netherlands, Poland, Romania, South Africa, South Korea, Spain, Sri Lanka,  Sweden, and Yugoslavia. His work of the 1960s, 1970s and 1980s is peppered with criticisms of assassinations, corruption, organised crime, racism, Roman Catholic theology and war. Throughout the 1990s and 2000s, he took to lampooning Forza Italia and its leader Silvio Berlusconi, while his targets of the 2010s have included the banks amid the European sovereign-debt crisis. Also in the 2010s, he became the main ideologue of the Five Star Movement, the anti-establishment party led by Beppe Grillo, often referred by its members as “the Master“.

Fo’s solo pièce célèbre, titled Mistero Buffo and performed across Europe, Canada and Latin America over a 30-year period, is recognised as one of the most controversial and popular spectacles in postwar European theatre and has been denounced by the Vatican as “the most blasphemous show in the history of television”. The title of the original English translation of Non Si Paga! Non Si Paga! (Can’t Pay? Won’t Pay!) has passed into the English language. “The play captures something universal in actions and reactions of the working class.”

His receipt of the 1997 Nobel Prize in Literature marked the “international acknowledgment of Fo as a major figure in twentieth-century world theatre”.  The Swedish Academy praised Fo as a writer “who emulates the jesters of the Middle Ages in scourging authority and upholding the dignity of the downtrodden”. He owned and operated a theatre company. Fo was an atheist.

Jacopo Fo (born 31 March 1955) is an Italian writer-actor and director. He is the son of playwrights Franca Rame and Dario Fo.

His 1992 book Lo Zen e l’arte di scopare (Zen and the Art of Fucking) sold more than 70,000 copies. It formed the basis of the 1994 monologue Sesso? Grazie, tanto per gradire! (Sex? Thanks, Don’t Mind If I Do!), which Jacopo Fo worked on with his father and mother, featuring educational pieces on topics such as AIDS, contraception, sex education and sexual repression. The government of Silvio Berlusconi, recently risen to power, banned Italians under the age of 18 from seeing it over fears, it said, that the play could “cause offence to the common decency which requires respect for spheres of decency, and provoke distress among adolescent spectators, with possible effects on their behaviour in relation to sex”, thus defeating the original purpose of the performance. Much free publicity ensued, with the censorship issue being debated in the national parliament, teachers calling for it to be performed, and audiences and both Italian and foreign intellectuals signing a petition calling for the ban to be overturned.

Jacopo Fo has in more recent times been prominent in the political campaign of Beppe Grillo

Franca Rame (18 July 1929 – 29 May 2013) was an Italian theatre actress, playwright and political activist. She was married to Nobel laureate playwright Dario Fo and is the mother of writer Jacopo Fo. Fo dedicated his Nobel Prize to her.

 

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