#SammyDavis jr

– Sammy Davis Jr. (Harlem, 8 dicembre 1925 – Beverly Hills, 16 maggio 1990) è stato un ballerino, cantante, vibrafonista, batterista, attore e comico statunitense.

Sammy Davis Jr. era figlio di due ballerini di Vaudeville, Sammy Davis Sr. e Elvera Sanchez. Il lavoro nel mondo dello spettacolo li teneva lontani da casa per lunghi periodi, così fu la nonna materna ad occuparsi di lui nei suoi primi anni di vita. Quando Sammy Davis Jr. aveva tre anni, i genitori si separarono. Suo padre, che non voleva perdere la custodia del figlio, lo portò in tournée con sé.

 

– Samuel George Davis Jr. (December 8, 1925 – May 16, 1990) was an American singer, dancer, actor and comedian. He was noted for his impressions of actors, musicians and other celebrities. At the age of three, Davis began his career in vaudeville with his father and Will Mastin as the Will Mastin Trio, which toured nationally. After military service, Davis returned to the trio. Davis became an overnight sensation following a nightclub performance at Ciro’s (in West Hollywood) after the 1951 Academy Awards. With the trio, he became a recording artist. In 1954, he lost his left eye in a car accident, and several years later, he converted to Judaism.[1]

Davis’s film career began as a child in 1933. In 1960, he appeared in the Rat Pack film Ocean’s 11. After a starring role on Broadway in Mr Wonderful (1956), he returned to the stage in 1964’s Golden Boy. In 1966 he had his own TV variety show, titled The Sammy Davis Jr. Show. Davis’s career slowed in the late 1960s, but he had a hit record with “The Candy Man” in 1972 and became a star in Las Vegas, earning him the nickname “Mister Show Business”.[2][3]

Davis was a victim of racism throughout his life, particularly during the pre-Civil Rights era, and was a large financial supporter of the Civil Rights Movement. Davis had a complex relationship with the black community, and drew criticism after publicly supporting President Richard Nixon in 1972 (although he later returned to being a Democrat). One day on a golf course with Jack Benny, he was asked what his handicap was. “Handicap?” he asked. “Talk about handicap. I’m a one-eyed Negro Jew.”[4][5] This was to become a signature comment, recounted in his autobiography, and in countless articles.[6]

After reuniting with Sinatra and Dean Martin in 1987, Davis toured with them and Liza Minnelli internationally, before he died of throat cancer in 1990. He died in debt to the Internal Revenue Service,[7] and his estate was the subject of legal battles.[8] Davis was awarded the Spingarn Medal by the NAACP and was nominated for a Golden Globe Award and an Emmy Award for his television performances. He was the recipient of the Kennedy Center Honors in 1987, and in 2001, he was posthumously awarded the Grammy Lifetime Achievement Award.

 

 

 

 

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#BrigitteBardot

Brigitte Anne Marie Bardot, anche conosciuta come B.B. (“Bri-Bri” da bambina) (Parigi, 28 settembre 1934), è un’attrice, ex modella, cantante, ballerina e attivista francese.

Dopo gli esordi come danzatrice classica, diviene prima modella, posando per svariate copertine di riviste di moda, quindi attrice e infine, dal 1962, cantante. Negli anni del successo si consacrò come un’icona sexy. Dal 1962, inoltre, è un’attivista per i diritti degli animali, attività che l’ha assorbita completamente a partire dal suo abbandono del cinema avvenuto nel 1973.

 

Brigitte Anne-Marie Bardot (French: [bʁiʒit baʁˈdo]; born 28 September 1934) is a French actress, singer, dancer and fashion model, who later became an animal rights activist. She was one of the best known sex symbols of the 1950s and 1960s and was widely referred to by her initials, B.B.[

Bardot was an aspiring ballerina in her early life. She started her acting career in 1952. After appearing in 16 routine comedy films that had limited international release, she became world-famous in 1957 after starring in the controversial film And God Created Woman. Bardot caught the attention of French intellectuals. She was the subject of Simone de Beauvoir’s 1959 essay, The Lolita Syndrome, which described Bardot as a “locomotive of women’s history” and built upon existentialist themes to declare her the first and most liberated woman of post-war France. She later starred in Jean-Luc Godard’s 1963 film Le Mépris. For her role in Louis Malle’s 1965 film Viva Maria! Bardot was nominated for a BAFTA Award for Best Foreign Actress. From 1969 to 1978, Bardot was the official face of Marianne (who had previously been anonymous) to represent the liberty of France.

Bardot retired from the entertainment industry in 1973. During her career in show business, she starred in 47 films, performed in several musical shows and recorded over 60 songs. She was awarded the Legion of Honour in 1985 but refused to accept it.After her retirement, she established herself as an animal rights activist. During the 2000s, she generated controversy by criticizing immigration and Islam in France and has been fined five times for inciting racial hatred.

 

Brigitte Bardot (connue sous les initiales de « BB »), née le à Paris, est une actrice de cinéma, mannequin, chanteuse et militante de la cause animale française.

Figure féminine des années 1950 et 1960, elle est une star mondiale, l’égérie et la muse de grands artistes de l’époque. Emblème de l’émancipation des femmes et de la liberté sexuelle, elle passe des rôles de femme-enfant à ceux de femme fatale.

Elle tourne avec les plus grands réalisateurs, incarnant des personnages à l’élégante légèreté et à la sensualité photogénique. Elle devient rapidement un sex-symbol et acquiert une renommée internationale. Avec à son actif 45 films et plus de 70 chansons en près de 21 ans de carrière, Brigitte Bardot est une des artistes françaises les plus célèbres au monde.

En 1973, elle met un terme à sa carrière d’actrice et se consacre dès lors à la défense des animaux, notamment en présidant la fondation Brigitte-Bardot. À partir des années 1990, plusieurs de ses déclarations suscitent la controverse, en particulier lorsqu’elle critique les égorgements pratiqués par les musulmans et la montée de l’islam en France.

 

 

#NicolaArigliano

Nicola Arigliano (Squinzano, 6 dicembre 1923 – Calimera, 30 marzo 2010) è stato un cantante e attore italiano.

Noto al grande pubblico come interprete di successo nel panorama della musica leggera italiana, ha riscosso nella sua lunga carriera lusinghieri apprezzamenti anche come cantante di jazz.

 

#FrançoisTruffaut #RobertoRossellini

François Roland Truffaut (Parigi, 6 febbraio 1932 – Neuilly-sur-Seine, 21 ottobre 1984) è stato un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, attore e critico cinematografico francese. Importante protagonista del cinema francese tra gli anni sessanta e settanta, assieme agli amici e colleghi Jean-Luc Godard, Claude Chabrol, Éric Rohmer e Jacques Rivette diede vita a una nuova corrente cinematografica denominata nouvelle vague, letteralmente “nuova ondata”, che traeva ispirazione dalla passata stagione del Neorealismo italiano e che influenzerà successivamente numerosi registi americani della New Hollywood.

Roberto Gastone Zeffiro Rossellini (Roma, 8 maggio 1906 – Roma, 3 giugno 1977) è stato un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano.È stato uno dei più importanti registi della storia del cinema italiano, che ha contribuito a rendere noto al mondo con pellicole quali Roma città aperta (1945), Paisà (1946), Germania anno zero (1948) e Il generale Della Rovere (1959).

 

cannes maggio 1959

 

#MinaMazzini

“Se non avessi la mia voce vorrei avere quella di una
giovane ragazza italiana di nome Mina”

Sarah Vaughan. 1968.

 

Mina è la più grande voce italiana di sempre. Ma non solo. Per gli italiani Mina è un’icona al pari di altri grandi “marchi”che parlano di qualità eccelsa nel mondo, quali Ferrari o Fellini. Nell’immaginario collettivo per gli italiani Mina è un patrimonio del quale andare orgogliosi.

Mina ha incarnato il modello del talento e della diva dello spettacolo sulle scene, in televisone e nei suoi dischi. Ha fatto la storia della televisione italiana negli anni ’60 e ’70 per poi decidere di non apparirvi più. Ha interpretato le canzoni di successo che hanno accompagnato la vita quotidiana degli italiani per 40 anni. Mina pubblica un lavoro discografico inedito ogni anno.

Oggi è forse l’unico caso al mondo di un artista che non si concede ai media (infatti non rilascia interviste e non fa né recitals né apparizioni pubbliche da più di 20 anni) rimanendo ugualmente al primo posto in classifica ogni volta che pubblica un nuovo disco.

Oltre a intensificare la sua attività discografica, negli ultimi anni Mina ha scritto su importanti testate, incarico in cui si è rivelata padrona di un pensiero importante: protagonista di seguitissimi editoriali dove il suo talento come artista e la sua acutezza e credibilità l’hanno portata ad essere autorevole come editorialista tanto quanto come cantante.
Con l’ironia che il suo “talento totale” le ha costantemente assicurato, Mina, già da molti anni prima che si parlasse di “look”, ha sempre giocato con la sua immagine, stravolgendola nelle copertine dei suoi dischi, che sono anche state oggetto di mostre nei musei italiani. Mina ha sempre precorso i tempi e amato confrontarsi con le nuove tecnologie. Nel 2001 ha aperto le porte del suo studio di registrazione attraverso internet, dando in streaming un filmato dove registrava live.
Le richieste di poter vedere Mina in questo documento filmato al server dell’operatore Wind telecomunicazioni s.p.a. sono state addirittura 50 milioni, facendo collassare l’intero sistema…

Mina è un’artista eclettica e versatile che ha interpretato musica di tutti i generi spaziando tra i diversi stili con assoluta proprietà di linguaggio.

 

 

“If I didn’t have my own voice, I’d like to have the voice of a young Italian girl named Mina”

Sarah Vaughan. 1968.

 

Mina is the greatest Italian singer of all times, but not only. For Italians, Mina is an icon equally as important as the biggest and best known names about which they boast as proof that Italy has the highest quality everything in the world, like Ferrari or Fellini. In the Italian collective imagination, Mina is a national treasure to be proud of and jealously guarded.

During the ‘60s and the ‘70s Mina embodied the very essence of the ultra-talented superstar on stage, in TV and in her records. She made television history and then suddenly, inexplicably decided to retire. She sang Italy’s greatest hits, which for over 40 years have been the leitmotiv of the everyday life of the Italian people. Nowadays Mina releases one record a year. She is perhaps the only artist in the world that does not offer herself up to the media – as a matter of fact, she does not grant interviews, has not appeared in concert or made any other public appearance for more than 20 years. Yet, all her new albums reach number one in the national hit parade.

In addition to her recordings, in recent years Mina has published as freelance journalist in important newspapers and magazines, revealing a penchant for deep, thought-provoking insight. Her successful columns have earned her a new, wide-flung reputation as a talented editorialist, demonstrating intelligence and adding wide journalistic credibility to her fame as singer.

Thanks to her capacity for “self-irony” that her unrivalled talent has always assured her, Mina has always laughed about, played and gambled with her imagine, varying it in a thousand ways in the media and even on her record sleeves, many of which have been placed on exhibit in Italian museums of art. Always ahead of her times, Mina remains on the cutting edge even in new technologies. In 2001 she opened the doors of her recording studios to the WWW by streaming an extended version of the videotaped session of her new album. The night the video went on-line, the server was overwhelmed with over 50,000 connection requests and the entire system crashed.

Mina is an eclectic, versatile artist completely at ease with a repertoire spanning all musical genres, all of which she has sung with masterful panache.

 

 

“Si no tuviera la voz que tengo quisiera tener la de una muchacha italiana que se llama Mina”

Sarah Vaughan. 1968.

 

Desde siempre, Mina es la voz italiana más importante. Pero no sólo eso. Para los italianos Mina representa un icono a la altura de otras grandes “marcas” que hablan de calidad excelsa en el mundo, como Ferrari o Fellini. Para los italianos, Mina es un patrimonio del que se sienten orgullosos.

Ha encarnado el modelo del talento y de la diva del espectáculo en escenarios, discos y televisión. Ha formado parte de la historia de la televisión italiana en los años ’60 y ’70 y fue su propia decisión no volver a aparecer en ella. Ha interpretado canciones de éxito que han acompañado la vida cotidiana de los italianos durante cuarenta años. Mina publica un trabajo discográfico inédito cada año.

Hoy es, quizá, el único caso en el mundo de un artista que sin concederse a los mass-media (de hecho, no concede entrevistas y no hace recitales ni apariciones públicas desde hace más de veinte años) consigue estar siempre en el primer puesto de la clasificación cada vez que saca un disco nuevo. Además de su actividad discográfica en los ultimos años, Mina ha escrito en importantes periódicos descubriéndose protagonista de editoriales con gran público lector; y su talento y credibilidad la revelaron, en estos años, dueña de un pensamiento libre e importante, tan importante como en su faceta musical.

Actualmente, Mina escribe en el semanal “Vanity Fair”. Un talento con mayúsculas y excepcionalmente rico de ironía el de Mina, que ya muchos años antes de que se hablara de “look”, siempre ha jugado con su imagen, cambiándola de arriba abajo en las portadas de sus discos, también objeto de muestras en algunos museos italianos. Siempre se ha adelantado a los tiempos y le ha encantado medirse con las nuevas tecnologías. En 2001 abrió las puertas de su estudio de grabación a internet, dando en streaming un video donde grababa en vivo. Las peticiones para poder ver a Mina en este documento filmado al server del operador Wind telecomunicazioni s.p.a, llegaron a los cincuenta millones e hicieron colapsando todo el sistema.

Mina es una artista ecléctica y versátil que ha interpretado todos los géneros de la música, alternando los diferentes estilos con absoluta propiedad de lenguaje.

#WalterChiari

Walter Chiari, pseudonimo di Walter Annicchiarico (Verona, 8 marzo 1924 – Milano, 20 dicembre 1991), è stato un attore, comico e conduttore televisivo italiano.

Attore teatrale, cinematografico e televisivo, è stato uno dei più noti comici dello spettacolo italiano e uno degli esponenti di spicco della commedia insieme ad Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni e Nino Manfredi.

Walter Chiari [ˈvalter ˈkjaːri], stage name of Walter Annicchiarico (8 March 1924 – 20 December 1991), was an Italian stage and screen actor, mostly in comedy roles.

nella foto: Walter Chiari con la madre Enza maestra elementare nel 1952

 

#DavidNiven

David Niven, al secolo James David Graham Niven (Londra, 1º marzo 1910 – Château-d’Œx, 29 luglio 1983), è stato un attore britannico.

Arrivò a Hollywood durante gli anni trenta, iniziando a lavorare come comparsa in pellicole western. Firmò un contratto con il produttore Samuel Goldwyn e finalmente ebbe una parte più rilevante in La tragedia del Bounty (1935); da allora il suo successo crebbe grazie alle interpretazioni in La carica dei seicento (1936) e ne La voce nella tempesta (1939), e nelle commedie brillanti come L’ottava moglie di Barbablù (1938) e Situazione imbarazzante (1939).

Vinse l’Oscar al miglior attore protagonista per la sua interpretazione del timido e solitario maggiore Pollock in Tavole separate (1958), accanto a Deborah Kerr e Burt Lancaster, tratto dall’omonima commedia di Terence Rattigan.

Seguirono ruoli memorabili in drammi come Buongiorno tristezza (1958), in film bellici quali I cannoni di Navarone (1961) e I due nemici (1962), nel quale ebbe come partner Alberto Sordi, e in commedie sofisticate come La Pantera Rosa (1963) e James Bond 007 – Casino Royale (1967), commedia non appartenente alla serie ufficiale di film tratti dai romanzi di Ian Fleming, in cui interpretò il ruolo di James Bond.

Negli anni settanta venne acclamato da pubblico e critica per due brillanti libri autobiografici: La luna è un pallone (The Moon’s a Balloon) (1971) e Bring On the Empty Horses (1975), quest’ultimo mai tradotto in italiano. Nel 1981 pubblicò un romanzo d’amore e avventura ambientato a Londra durante la seconda guerra mondiale, Va piano, torna presto (Go Slowly, Come Back Quickly).

 

nella foto: David Niven con la seconda moglie Hjordis Paulina Tersmeden , in Belgio nel 1961

James David Graham Niven (1 March 1910 – 29 July 1983) was an English actor and novelist. His many roles included Squadron Leader Peter Carter in A Matter of Life and Death, Phileas Fogg in Around the World in 80 Days, and Sir Charles Lytton, (“the Phantom”) in The Pink Panther. He won the Academy Award for Best Actor for his performance in Separate Tables (1958).

Born in London, Niven attended Heatherdown Preparatory School and Stowe before gaining a place at the Royal Military College, Sandhurst. After Sandhurst, he joined the British Army and was gazetted a second lieutenant in the Highland Light Infantry. Having developed an interest in acting, he left the Highland Light Infantry, travelled to Hollywood, and had several minor roles in film. He first appeared as an extra in the British film There Goes the Bride (1932). From there, he hired an agent and had several small parts in films from 1933 to 1935, including a non-speaking part in MGM’s Mutiny on the Bounty. This brought him to wider attention within the film industry and he was spotted by Samuel Goldwyn. Upon the outbreak of the Second World War, Niven returned to Britain and rejoined the army, being recommissioned as a lieutenant.

Niven resumed his acting career after his demobilisation, and was voted the second-most popular British actor in the 1945 Popularity Poll of British film stars. He appeared in A Matter of Life and Death (1946), The Bishop’s Wife (1947), and Enchantment (1948), all of which received critical acclaim. Niven later appeared in The Elusive Pimpernel (1950), The Toast of New Orleans (1950), Happy Go Lovely (1951), Happy Ever After (1954) and Carrington V.C. (1955) before scoring a big success as Phileas Fogg in Michael Todd’s production of Around the World in 80 Days (1956). Niven appeared in nearly a hundred films, and many shows for television. He also began writing books, with considerable commercial success. In 1982 he appeared in Blake Edwards’ final “Pink Panther” films Trail of the Pink Panther and Curse of the Pink Panther, reprising his role as Sir Charles Lytton.

Alberto Sordi e David Niven nel film “I due Nemici”

 

#FredBuscaglione

Fred Buscaglione, nome d’arte di Ferdinando Buscaglione (Torino, 23 novembre 1921 – Roma, 3 febbraio 1960), è stato un cantautore, polistrumentista e attore italiano.

A Torino dal 1946, Fred aveva ricominciato a frequentare assiduamente l’amico Leo Chiosso, con il quale iniziò a comporre canzoni. Il rapporto tra i due era praticamente simbiotico, al punto che si trasferirono nello stesso palazzo, in due appartamenti dirimpetto l’uno all’altro, in Via Eusebio Bava 26 bis, in zona Vanchiglia. Trascorrevano giorni e notti intere insieme a chiacchierare a scambiarsi idee, battute e frasi musicali che Leo annotava e Fred accennava sulla tastiera del pianoforte.

 Molto spesso si trattava di canzoni un po’ strampalate, che parlavano con ironia di “bulli e pupe”, di New York e di Chicago, di duri spietati con i nemici, ma sempre in balia delle donne e dell’alcool.

Nacquero così le canzoni che lo fecero conoscere in tutta Italia, molte delle quali eseguite dal vivo in concerto e registrate su disco, alcune in coppia con la moglie Fatima quali: Che bambola!, Teresa non sparare, Eri piccola così, Love in Portofino, Porfirio Villarosa (ispirata alla figura del celebre playboy Porfirio Rubirosa), Whisky facile.

Fred si calò nel personaggio, facendosi crescere un paio di baffetti e presentandosi in scena in doppiopetto gessato e cappello a larghe falde, ispirato a Clark Gable ed ai gangster americani come apparivano nei racconti hard-boiled di scrittori quali Damon Runyon, uno degli autori preferiti da Chiosso.

La sua discografia, nonostante la brevità della sua carriera, è folta. Nel 1956 incise numerosissime canzoni e in quello stesso anno uscirono i suoi primi 33 giri. Eppure non fu facile per lui trovare una casa discografica che accettasse di incidere quelle canzoni così trasgressive e inconsuete per l’epoca. Le sue prime incisioni risalgono al 1952, alcuni pezzi standard del repertorio jazz per l’etichetta La Voce del Padrone (oggi pressoché introvabili), ma nessuno si sentiva di dargli l’opportunità di incidere le “sue” canzoni.

Un aiuto decisivo arrivò dall’amico Gino Latilla, che aveva ottenuto un discreto successo con la canzone Tchumbala-bey scritta dal duo Chiosso-Buscaglione. Egli insistette tanto con il direttore della sua casa discografica, la Cetra, affinché lui gli lasciasse incidere le sue canzoni, al punto di anticipare di tasca propria le spese, e così nel 1955 vide la luce il primo singolo: un 78 giri che contiene due canzoni: Che bambola!/Giacomino. L’idea piacque al pubblico e il singolo vendette circa 980.000 copie in assenza di qualsiasi battage pubblicitario cosicché Buscaglione, incoraggiato da questo inaspettato successo, decise di incidere tante altre canzoni e sempre grazie all’appoggio di Latilla partecipò ad alcune trasmissioni radiofoniche, che contribuirono notevolmente alla sua nascente popolarità.

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Ferdinando “Fred” Buscaglione (Italian pronunciation: [ˈfrɛd buskaʎˈʎoːne]; 23 November 1921 – 3 February 1960) was an Italian singer and actor who became very popular in the late 1950s. His public persona – the character he played both in his songs and his movies – was of a humorous mobster with a penchant for whisky and women.

Ferdinando Buscaglione was born in Turin, Italy on 23 November 1921. The son of a porter, his great passion for music appeared at a very young age. When he was 11, his parents enrolled him at the Giuseppe Verdi Conservatory in Turin. During his teen years, he performed at night clubs in Turin singing jazz and playing double bass and violin.

During World War II, he was incarcerated in an American internment camp in Sardinia. His musical talent was apparent and he was allowed to join the orchestra of the allied radio station of Cagliari. This permitted Buscaglione to continue to make music and to experiment with new sounds and rhythms coming from the U.S. (Most foreign music had been officially forbidden by the Italian Fascist regime.)

After the war, Buscaglione returned to Turin and resumed working as a musician for various bands. He then formed his own group, the Asternovas. During a tour in Switzerland in 1949 he met and married the half-German half-Moroccan entertainer Fatima Robin. In the meantime he was gradually creating his public character, inspired by Clark Gable and Mickey Spillane’s gangsters. His friend Leo Chiosso, a lyricist who wrote many of his songs, told him stories about gangsters and their babes, New York City and Chicago, tough men who were ruthless with enemies but easily fell victims to a woman’s charms. Together they wrote the hits that brought nationwide fame to Buscaglione: Che bambola (Whatta babe!), Teresa non sparare (Theresa, don’t shoot!), Eri piccola così (You were so small), Guarda che luna (Look, What A (beautiful) Moon), Love in Portofino, Porfirio Villarosa (a caricature of Porfirio Rubirosa), Whisky facile (Easy Whiskey).

After perfecting his routine in night clubs and theatres he started recording his songs in 1955; the first single (a shellac 78rpm record containing ‘Che bambola’ and ‘Giacomino’) sold 1,000,000 copies with close to no promotion, propelling him to a degree of fame he never considered possible.

By the end of the 1950s, Buscaglione was one of Italy’s most wanted entertainers. He appeared on advertising campaigns, on television, in movies.

At 38 years of age, he was killed in a car accident when his pink Ford Thunderbird collided with a truck in the early hours before dawn in Rome, of all places, right before the U.S. embassy. Only hours earlier he had dinner with some friends at a restaurant in Rome and met future Italian pop diva Mina Mazzini who made her Sanremo Music Festival debut earlier. The two discussed future collaboration that sadly never materialized.

Alongside his legacy, in songs and movies, Buscaglione deserves mention for having encouraged musicians and singers from the newer generation (the one influenced by the earliest forms of rock and roll) to stand up against the conservative producers and discographers of the time, demanding recognition for their art and their style. In this role he proved instrumental in the rise of the “yellers” scene which from the early 60s started to revolutionize the Italian popular music panorama

#GinoBramieri

Gino Bramieri, all’anagrafe Luigi Bramieri (Milano, 20 giugno 1928 – Milano, 18 giugno 1996), è stato un comico, cantante e attore italiano di cinema e televisione.

Il suo debutto come artista risale alla fine del 1943, in uno spettacolo a favore degli sfollati nella piazza di Rovellasca. Il suo debutto teatrale, invece, a sedici anni (con un’unica battuta: «C’è una lettera per te!»), il 27 settembre 1944 al Teatro Augusteo di Milano, in Cretinopoli. Il suo primo vero spettacolo con pubblico pagante, infine, è all’Anteo, con: Brabito (dal nome dei tre protagonisti: Bramieri, Bisi, Tognato).

Ha lavorato con Franco e Ciccio, Peppino De Filippo, Aldo Fabrizi, Ave Ninchi, Nino Taranto, Raimondo Vianello, Totò. È stato interprete di oltre trenta film. In TV ottenne grande successo nel programma condotto da Corrado L’amico del giaguaro con Raffaele Pisu e Marisa Del Frate. Sulle reti Mediaset, negli ultimi anni della sua vita, è stato protagonista della sit-com Nonno Felice e del suo spin-off Norma e Felice.

 Italo Terzoli ed Enrico Vaime sono stati i suoi autori “di riferimento”: con i loro copioni ha ottenuto grandi successi nel teatro leggero, da La sveglia al collo ad Anche i bancari hanno un’anima e La vita comincia ogni mattina (spettacoli prodotti, dalla fine degli anni sessanta, da Garinei e Giovannini, con i quali Bramieri cominciò la sua collaborazione nel 1969 con Angeli in bandiera in “ditta” con Milva).

È stato il conduttore, tra la fine degli anni sessanta e i primi anni settanta, del varietà radiofonico Batto quattro, sempre a firma di Terzoli e Vaime, in onda il sabato mattina sul Secondo Programma per il quale diede vita ad alcuni suoi personaggi/macchiette (famoso “il Carugati”). Negli stessi anni è stato protagonista di numerose serie di varietà televisivi trasmessi dalla RAI: Tigre contro tigre (1966), Il signore ha suonato? (1966), Eccetera, eccetera (1967), E noi qui (1970), Hai visto mai? (1973), Punto e basta (1975), della serie del G. B. Show (1982-88), sempre affiancato da grandi showgirl come Loretta Goggi, Sylvie Vartan, Lola Falana, oltre alla sua partecipazione in altri grandi varietà, come Milleluci, Felicibumtà. È stato tra i primi attori comici a partecipare – in gara – al Festival di Sanremo presentando nel 1962 i brani Lui andava a cavallo e Pesca tu che pesco anch’io.

 Oltre a una grande maestria nel condurre scenette comiche e nel creare personaggi e macchiette, la sua specialità era quella di raccontare barzellette, che in genere erano molto brevi (a volte fatte di sole due battute, “botta e risposta”), e spesso un po’ surreali; di questa sua abilità amava dire: “Il problema di raccontare una bella barzelletta è che inevitabilmente ne fa venire in mente una orribile a chi l’ascolta”[1]. Questa sola particolarità lo rese maggiormente famoso, considerando soprattutto che le barzellette che sapeva raccontare erano svariate migliaia, peraltro raccolte in una serie di volumi tra cui 50 chili fa, ispirato alla forte perdita di peso che, a inizio anni settanta, consentì al grande comico milanese di trovare una nuova e più completa dimensione artistica. Una sua serie di pubblicità per Carosello, quella del Moplen, fu fra le più apprezzate dal pubblico.

Il 5 febbraio 1981, alla guida di un’Alfa 6, Bramieri si trovava con Liana Trouche, moglie di Aldo Giuffré, con cui stava recitando nelle repliche dello spettacolo di Terzoli e Vaime Felici e contenti, per la regia di Garinei e Giovannini. L’auto percorrendo l’autostrada A16 uscì fuori strada e l’attrice, che non indossava la cintura di sicurezza nonostante il mezzo ne fosse provvisto, fu sbalzata fuori dall’abitacolo e morì sul colpo.

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Gino Bramieri al festival di sanremo 1962

Gino Bramieri [ˈdʒiːno braˈmjɛːri] (21 June 1928 – 18 June 1996) was an Italian comedian and actor. He was especially known as a television comedian, but also performed in theatres, on radio, and in about thirty movies. He was nicknamed “Il Re della barzelletta” (“the King of jokes”) for his burlesque comic style, which was largely based on his skill at telling funny stories.His jokes were sometimes as quick as a cut and thrust, and bordering on surrealism. They have been collected in a series of books, such as 50 chili fa (“50 kilos ago”, a collection he published after dieting).

Bramieri was born in Milan, Italy, into a humble family.He made his stage debut in 1943, with the prose company in prose of Egisto Olivieri.[2] He later graduated in accountancy at night school.In 1948 he got married and had a son.Bramieri’s career was launched by Erminio Macario, who entered him in his revue company in 1949. In his career, he has performed together with many prominent Italian comedians and actors, including Franco Franchi and Ciccio Ingrassia, Peppino De Filippo, Aldo Fabrizi, Ave Ninchi, Nino Taranto, Raimondo Vianello, Renato Rascel, and Totò. His career in television reached its apex in the 1960s–1970s, with RAI television shows such as Tigre contro tigre, Il signore ha suonato?, E noi qui and others; in the 1980s, he conducted a show named after him, the Gino Bramieri show (aka G.B. Show).

He died of cancer at the age of 67, and was buried in Milan’s Cimitero Monumentale, a privilege that is traditionally reserved to outstanding Milanese citizens.[4]

A street of Milan (district of Porta Nuova) as well as an avenue in Rome (in the Pineto city park) have been renamed in his honour.