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#VittorioDeSica #MarioMonicelli #TomasMillian #LuchinoVisconti

–Vittorio Domenico Stanislao Gaetano Sorano De Sica (Sora, 7 luglio 1901 – Neuilly-sur-Seine, 13 novembre 1974) è stato un attore, regista e sceneggiatore italiano.

Tra i cineasti più influenti della storia del cinema, è stato inoltre attore di teatro e documentarista. È considerato uno dei padri del Neorealismo e, allo stesso tempo, uno dei maggiori registi e interpreti della commedia all’italiana.

–Mario Monicelli (Roma, 16 maggio 1915 – Roma, 29 novembre 2010) è stato un regista, sceneggiatore e scrittore italiano.

Monicelli è stato uno dei più celebri e apprezzati registi italiani. Insieme a Dino Risi[1] e Luigi Comencini, fu uno dei massimi esponenti della commedia all’italiana, che ha contribuito a rendere nota anche all’estero con film come Guardie e ladri, I soliti ignoti, La grande guerra, L’armata Brancaleone, Amici miei, Il marchese del Grillo.

Candidato per sei volte al Premio Oscar, nonché vincitore di numerosi premi cinematografici, nel 1991 ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera alla Mostra del cinema di Venezia.

–Tomas Milian, pseudonimo di Tomás Quintín Rodríguez[ (L’Avana, 3 marzo 1933– Miami, 22 marzo 2017), è stato un attore, sceneggiatore e cantante cubano naturalizzato italiano dal 1959 (anno del suo debutto in Italia), noto soprattutto come protagonista di poliziotteschi a cavallo tra gli anni settanta e ottanta.

In Italia, con l’inconfondibile voce prestatagli da Ferruccio Amendola, è spesso identificato con due personaggi. Il primo, Nico Giraldi, è un maresciallo (dal 1981 ispettore) di polizia, romano dai modi poco garbati, ma efficaci, che conosce bene gli ambienti malavitosi avendone fatto parte in gioventù col soprannome di “er Pirata”. Il secondo, Sergio Marazzi alias er Monnezza, è un ladruncolo

–Luchino Visconti di Modrone, conte di Lonate Pozzolo (Milano, 2 novembre 1906 – Roma, 17 marzo 1976), è stato un regista e sceneggiatore italiano.

 Per la sua attività di regista cinematografico e teatrale e per le sue sceneggiature, è considerato uno dei più importanti artisti e uomini di cultura del XX secolo. È ritenuto uno dei padri del neorealismo italiano, ha diretto numerosi film a carattere storico, dove l’estrema cura delle ambientazioni e le ricostruzioni sceniche sono state ammirate e imitate da intere generazioni di registi.
presentazione boccaccio 70  milano 1962
trailer boccaccio 7
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#Totò #AntonioDe Curtis

– Totò,  ma anche Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio (brevemente Antonio de Curtis) (Napoli, 15 febbraio 1898 – Roma, 15 aprile 1967), è stato un attore italiano.

«il principe della risata», è considerato, anche in virtù di alcuni ruoli drammatici, uno dei maggiori interpreti nella storia del teatro e del cinema italiani.  Si distinse anche al di fuori della recitazione, lasciando contributi come drammaturgo, poeta, paroliere, compositore, cantante.

– Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio (15 February 1898 – 15 April 1967), best known by his stage name Totò (Italian pronunciation: [toˈtɔ]) born simply as Antonio De Curtis, and nicknamed il Principe della risata (“the Prince of laughter”), is commonly referred to as the most popular Italian comedian of all time. He was a film and stage actor as well as a writer, singer and songwriter. He is best known for his funny and sometimes cynical character as a comedian in theatre and then in many successful films shot from the 1940s to the 1960s, all regularly still on TV, but he also worked with many iconic Italian film directors in dramatic/poetic roles.

– Totò [toˈtɔ] , nombre artístico de Antonio Focas Flavio Angelo Ducas Comneno di Bisanzio De Curtis Gagliardi, o más sencillamente Antonio De Curtis (Nápoles, 15 de febrero de 1898 – Roma, 15 de abril de 1967), fue un actor, letrista, poeta y comediante italiano.

Es considerado una de las figuras del espectáculo más importantes en la historia del cine internacional.

El arte de Totò se desarrolló en todos los géneros teatrales, desde las variedades hasta la gran revista. Participó en noventa y siete películas, interpretadas entre los años 1937 y 1967 y participó en nueve telefilms televisivos.

Es considerado un icono a la altura de Buster Keaton o Charles Chaplin.

– Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio (couramment abrégé en Antonio De Curtis) dit Totò (prononcé : [toˈtɔ]) né Antonio Clemente à Naples le et mort le à Rome, est un acteur comique italien. D’abord actif au théâtre, il devient après-guerre l’une des plus grandes vedettes du cinéma italien. Relativement méconnu en France, il demeure encore aujourd’hui très populaire en Italie.

totò a Rapallo luglio 1956

#CaterineSpaak

Catherine Spaak (Boulogne-Billancourt, 3 aprile 1945) è un’attrice, cantante, ballerina e conduttrice televisiva belga naturalizzata italiana. È stata una diva cinematografica degli anni sessanta-settanta in Italia e in Francia.

Catherine Spaak proviene da una famiglia belga che annovera fra i suoi membri anche artisti e uomini politici: la madre è l’attrice Claudie Clèves, il padre Charles è uno sceneggiatore cinematografico, la sorella Agnès è stata anch’essa attrice e poi fotografa, mentre lo zio Paul-Henri ha ricoperto per più mandati la carica di primo ministro del Belgio. Dopo aver recitato una piccola parte a soli 14 anni nel film Il buco di Jacques Becker, debutta in Italia nel 1960 con Dolci inganni di Alberto Lattuada che condizionerà i suoi ruoli successivi, incentrati sullo stereotipo di un’adolescente spregiudicata. Lo stesso personaggio, con opportune variazioni, si ritrova in molte pellicole che interpreta nella prima metà degli anni ’60, come Diciottenni al sole, Il sorpasso, La noia, La calda vita, La Parmigiana, La bugiarda e La voglia matta, sul cui set conosce Fabrizio Capucci, che sposerà nel 1963 e dalla cui unione, di breve durata, nasce Sabrina, attrice di teatro.

 

Catherine Spaak, née le 3 avril 1945 à Boulogne-Billancourt (France), est une actrice et chanteuse française, naturalisée italienne. Elle a fait presque toute sa carrière en Italie. La comédie à l’italienne lui permit d’imposer à l’écran, aux côtés des « monstres » satiriques Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi ou Nino Manfredi, un personnage d’adolescente moderne et délurée qui marqua l’imaginaire de son époque. Certains de ses films — Les Adolescentes, La calda vita — eurent maille à partir avec la censure démocrate-chrétienne. Elle est la fille du scénariste Charles Spaak et de l’actrice Claudie Perrier, la sœur de la comédienne Agnès Spaak et la nièce du Premier ministre belge Paul-Henri Spaak. Elle fut mariée aux acteurs Fabrizio Capucci (1963-1971) et Johnny Dorelli (1972-1979). En 2007 elle participe à l’émission Ballando con le stelle. Elle sera éliminée lors de la 3e semaine. Au cours de cette saison, Naomi Campbell ou encore Ronn Moss sont venus danser en tant qu’invités. en 2015 elle participe à l’émission de télé-réalité italienne L’isola dei famosi 10. Elle est notamment avec Rocco Siffredi. Au bout d’une journée elle abandonne l’aventure. Un disque du groupe rock The Love Potions paru en 1999 s’intitule Voice of Catherine Spaak.

Catherine Spaak (born 3 April 1945) is a French-Italian actress and singer. Catherine Spaak was born at Boulogne-Billancourt, Hauts-de-Seine (Ile-de-France). Spaak spent most of her career in Italy, where she became a teenage star. From age 15 to 18, Spaak was the lead actress in at least 12 movies. As a singer, she was regarded by some as the Italian equivalent of French chanteuse Françoise Hardy, some of whose songs she recorded in 1963. Born into a firmly anticlerical family, at the age of 18 she decided to embrace Catholicism (now she considers herself a Buddhist)

 

 

#SammyDavis jr

– Sammy Davis Jr. (Harlem, 8 dicembre 1925 – Beverly Hills, 16 maggio 1990) è stato un ballerino, cantante, vibrafonista, batterista, attore e comico statunitense.

Sammy Davis Jr. era figlio di due ballerini di Vaudeville, Sammy Davis Sr. e Elvera Sanchez. Il lavoro nel mondo dello spettacolo li teneva lontani da casa per lunghi periodi, così fu la nonna materna ad occuparsi di lui nei suoi primi anni di vita. Quando Sammy Davis Jr. aveva tre anni, i genitori si separarono. Suo padre, che non voleva perdere la custodia del figlio, lo portò in tournée con sé.

 

– Samuel George Davis Jr. (December 8, 1925 – May 16, 1990) was an American singer, dancer, actor and comedian. He was noted for his impressions of actors, musicians and other celebrities. At the age of three, Davis began his career in vaudeville with his father and Will Mastin as the Will Mastin Trio, which toured nationally. After military service, Davis returned to the trio. Davis became an overnight sensation following a nightclub performance at Ciro’s (in West Hollywood) after the 1951 Academy Awards. With the trio, he became a recording artist. In 1954, he lost his left eye in a car accident, and several years later, he converted to Judaism.[1]

Davis’s film career began as a child in 1933. In 1960, he appeared in the Rat Pack film Ocean’s 11. After a starring role on Broadway in Mr Wonderful (1956), he returned to the stage in 1964’s Golden Boy. In 1966 he had his own TV variety show, titled The Sammy Davis Jr. Show. Davis’s career slowed in the late 1960s, but he had a hit record with “The Candy Man” in 1972 and became a star in Las Vegas, earning him the nickname “Mister Show Business”.[2][3]

Davis was a victim of racism throughout his life, particularly during the pre-Civil Rights era, and was a large financial supporter of the Civil Rights Movement. Davis had a complex relationship with the black community, and drew criticism after publicly supporting President Richard Nixon in 1972 (although he later returned to being a Democrat). One day on a golf course with Jack Benny, he was asked what his handicap was. “Handicap?” he asked. “Talk about handicap. I’m a one-eyed Negro Jew.”[4][5] This was to become a signature comment, recounted in his autobiography, and in countless articles.[6]

After reuniting with Sinatra and Dean Martin in 1987, Davis toured with them and Liza Minnelli internationally, before he died of throat cancer in 1990. He died in debt to the Internal Revenue Service,[7] and his estate was the subject of legal battles.[8] Davis was awarded the Spingarn Medal by the NAACP and was nominated for a Golden Globe Award and an Emmy Award for his television performances. He was the recipient of the Kennedy Center Honors in 1987, and in 2001, he was posthumously awarded the Grammy Lifetime Achievement Award.

 

 

 

 

#BrigitteBardot

Brigitte Anne Marie Bardot, anche conosciuta come B.B. (“Bri-Bri” da bambina) (Parigi, 28 settembre 1934), è un’attrice, ex modella, cantante, ballerina e attivista francese.

Dopo gli esordi come danzatrice classica, diviene prima modella, posando per svariate copertine di riviste di moda, quindi attrice e infine, dal 1962, cantante. Negli anni del successo si consacrò come un’icona sexy. Dal 1962, inoltre, è un’attivista per i diritti degli animali, attività che l’ha assorbita completamente a partire dal suo abbandono del cinema avvenuto nel 1973.

 

Brigitte Anne-Marie Bardot (French: [bʁiʒit baʁˈdo]; born 28 September 1934) is a French actress, singer, dancer and fashion model, who later became an animal rights activist. She was one of the best known sex symbols of the 1950s and 1960s and was widely referred to by her initials, B.B.[

Bardot was an aspiring ballerina in her early life. She started her acting career in 1952. After appearing in 16 routine comedy films that had limited international release, she became world-famous in 1957 after starring in the controversial film And God Created Woman. Bardot caught the attention of French intellectuals. She was the subject of Simone de Beauvoir’s 1959 essay, The Lolita Syndrome, which described Bardot as a “locomotive of women’s history” and built upon existentialist themes to declare her the first and most liberated woman of post-war France. She later starred in Jean-Luc Godard’s 1963 film Le Mépris. For her role in Louis Malle’s 1965 film Viva Maria! Bardot was nominated for a BAFTA Award for Best Foreign Actress. From 1969 to 1978, Bardot was the official face of Marianne (who had previously been anonymous) to represent the liberty of France.

Bardot retired from the entertainment industry in 1973. During her career in show business, she starred in 47 films, performed in several musical shows and recorded over 60 songs. She was awarded the Legion of Honour in 1985 but refused to accept it.After her retirement, she established herself as an animal rights activist. During the 2000s, she generated controversy by criticizing immigration and Islam in France and has been fined five times for inciting racial hatred.

 

Brigitte Bardot (connue sous les initiales de « BB »), née le à Paris, est une actrice de cinéma, mannequin, chanteuse et militante de la cause animale française.

Figure féminine des années 1950 et 1960, elle est une star mondiale, l’égérie et la muse de grands artistes de l’époque. Emblème de l’émancipation des femmes et de la liberté sexuelle, elle passe des rôles de femme-enfant à ceux de femme fatale.

Elle tourne avec les plus grands réalisateurs, incarnant des personnages à l’élégante légèreté et à la sensualité photogénique. Elle devient rapidement un sex-symbol et acquiert une renommée internationale. Avec à son actif 45 films et plus de 70 chansons en près de 21 ans de carrière, Brigitte Bardot est une des artistes françaises les plus célèbres au monde.

En 1973, elle met un terme à sa carrière d’actrice et se consacre dès lors à la défense des animaux, notamment en présidant la fondation Brigitte-Bardot. À partir des années 1990, plusieurs de ses déclarations suscitent la controverse, en particulier lorsqu’elle critique les égorgements pratiqués par les musulmans et la montée de l’islam en France.

 

 

#NicolaArigliano

Nicola Arigliano (Squinzano, 6 dicembre 1923 – Calimera, 30 marzo 2010) è stato un cantante e attore italiano.

Noto al grande pubblico come interprete di successo nel panorama della musica leggera italiana, ha riscosso nella sua lunga carriera lusinghieri apprezzamenti anche come cantante di jazz.

 

#FrançoisTruffaut #RobertoRossellini

François Roland Truffaut (Parigi, 6 febbraio 1932 – Neuilly-sur-Seine, 21 ottobre 1984) è stato un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, attore e critico cinematografico francese. Importante protagonista del cinema francese tra gli anni sessanta e settanta, assieme agli amici e colleghi Jean-Luc Godard, Claude Chabrol, Éric Rohmer e Jacques Rivette diede vita a una nuova corrente cinematografica denominata nouvelle vague, letteralmente “nuova ondata”, che traeva ispirazione dalla passata stagione del Neorealismo italiano e che influenzerà successivamente numerosi registi americani della New Hollywood.

Roberto Gastone Zeffiro Rossellini (Roma, 8 maggio 1906 – Roma, 3 giugno 1977) è stato un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano.È stato uno dei più importanti registi della storia del cinema italiano, che ha contribuito a rendere noto al mondo con pellicole quali Roma città aperta (1945), Paisà (1946), Germania anno zero (1948) e Il generale Della Rovere (1959).

 

cannes maggio 1959

 

#MinaMazzini

“Se non avessi la mia voce vorrei avere quella di una
giovane ragazza italiana di nome Mina”

Sarah Vaughan. 1968.

 

Mina è la più grande voce italiana di sempre. Ma non solo. Per gli italiani Mina è un’icona al pari di altri grandi “marchi”che parlano di qualità eccelsa nel mondo, quali Ferrari o Fellini. Nell’immaginario collettivo per gli italiani Mina è un patrimonio del quale andare orgogliosi.

Mina ha incarnato il modello del talento e della diva dello spettacolo sulle scene, in televisone e nei suoi dischi. Ha fatto la storia della televisione italiana negli anni ’60 e ’70 per poi decidere di non apparirvi più. Ha interpretato le canzoni di successo che hanno accompagnato la vita quotidiana degli italiani per 40 anni. Mina pubblica un lavoro discografico inedito ogni anno.

Oggi è forse l’unico caso al mondo di un artista che non si concede ai media (infatti non rilascia interviste e non fa né recitals né apparizioni pubbliche da più di 20 anni) rimanendo ugualmente al primo posto in classifica ogni volta che pubblica un nuovo disco.

Oltre a intensificare la sua attività discografica, negli ultimi anni Mina ha scritto su importanti testate, incarico in cui si è rivelata padrona di un pensiero importante: protagonista di seguitissimi editoriali dove il suo talento come artista e la sua acutezza e credibilità l’hanno portata ad essere autorevole come editorialista tanto quanto come cantante.
Con l’ironia che il suo “talento totale” le ha costantemente assicurato, Mina, già da molti anni prima che si parlasse di “look”, ha sempre giocato con la sua immagine, stravolgendola nelle copertine dei suoi dischi, che sono anche state oggetto di mostre nei musei italiani. Mina ha sempre precorso i tempi e amato confrontarsi con le nuove tecnologie. Nel 2001 ha aperto le porte del suo studio di registrazione attraverso internet, dando in streaming un filmato dove registrava live.
Le richieste di poter vedere Mina in questo documento filmato al server dell’operatore Wind telecomunicazioni s.p.a. sono state addirittura 50 milioni, facendo collassare l’intero sistema…

Mina è un’artista eclettica e versatile che ha interpretato musica di tutti i generi spaziando tra i diversi stili con assoluta proprietà di linguaggio.

 

 

“If I didn’t have my own voice, I’d like to have the voice of a young Italian girl named Mina”

Sarah Vaughan. 1968.

 

Mina is the greatest Italian singer of all times, but not only. For Italians, Mina is an icon equally as important as the biggest and best known names about which they boast as proof that Italy has the highest quality everything in the world, like Ferrari or Fellini. In the Italian collective imagination, Mina is a national treasure to be proud of and jealously guarded.

During the ‘60s and the ‘70s Mina embodied the very essence of the ultra-talented superstar on stage, in TV and in her records. She made television history and then suddenly, inexplicably decided to retire. She sang Italy’s greatest hits, which for over 40 years have been the leitmotiv of the everyday life of the Italian people. Nowadays Mina releases one record a year. She is perhaps the only artist in the world that does not offer herself up to the media – as a matter of fact, she does not grant interviews, has not appeared in concert or made any other public appearance for more than 20 years. Yet, all her new albums reach number one in the national hit parade.

In addition to her recordings, in recent years Mina has published as freelance journalist in important newspapers and magazines, revealing a penchant for deep, thought-provoking insight. Her successful columns have earned her a new, wide-flung reputation as a talented editorialist, demonstrating intelligence and adding wide journalistic credibility to her fame as singer.

Thanks to her capacity for “self-irony” that her unrivalled talent has always assured her, Mina has always laughed about, played and gambled with her imagine, varying it in a thousand ways in the media and even on her record sleeves, many of which have been placed on exhibit in Italian museums of art. Always ahead of her times, Mina remains on the cutting edge even in new technologies. In 2001 she opened the doors of her recording studios to the WWW by streaming an extended version of the videotaped session of her new album. The night the video went on-line, the server was overwhelmed with over 50,000 connection requests and the entire system crashed.

Mina is an eclectic, versatile artist completely at ease with a repertoire spanning all musical genres, all of which she has sung with masterful panache.

 

 

“Si no tuviera la voz que tengo quisiera tener la de una muchacha italiana que se llama Mina”

Sarah Vaughan. 1968.

 

Desde siempre, Mina es la voz italiana más importante. Pero no sólo eso. Para los italianos Mina representa un icono a la altura de otras grandes “marcas” que hablan de calidad excelsa en el mundo, como Ferrari o Fellini. Para los italianos, Mina es un patrimonio del que se sienten orgullosos.

Ha encarnado el modelo del talento y de la diva del espectáculo en escenarios, discos y televisión. Ha formado parte de la historia de la televisión italiana en los años ’60 y ’70 y fue su propia decisión no volver a aparecer en ella. Ha interpretado canciones de éxito que han acompañado la vida cotidiana de los italianos durante cuarenta años. Mina publica un trabajo discográfico inédito cada año.

Hoy es, quizá, el único caso en el mundo de un artista que sin concederse a los mass-media (de hecho, no concede entrevistas y no hace recitales ni apariciones públicas desde hace más de veinte años) consigue estar siempre en el primer puesto de la clasificación cada vez que saca un disco nuevo. Además de su actividad discográfica en los ultimos años, Mina ha escrito en importantes periódicos descubriéndose protagonista de editoriales con gran público lector; y su talento y credibilidad la revelaron, en estos años, dueña de un pensamiento libre e importante, tan importante como en su faceta musical.

Actualmente, Mina escribe en el semanal “Vanity Fair”. Un talento con mayúsculas y excepcionalmente rico de ironía el de Mina, que ya muchos años antes de que se hablara de “look”, siempre ha jugado con su imagen, cambiándola de arriba abajo en las portadas de sus discos, también objeto de muestras en algunos museos italianos. Siempre se ha adelantado a los tiempos y le ha encantado medirse con las nuevas tecnologías. En 2001 abrió las puertas de su estudio de grabación a internet, dando en streaming un video donde grababa en vivo. Las peticiones para poder ver a Mina en este documento filmado al server del operador Wind telecomunicazioni s.p.a, llegaron a los cincuenta millones e hicieron colapsando todo el sistema.

Mina es una artista ecléctica y versátil que ha interpretado todos los géneros de la música, alternando los diferentes estilos con absoluta propiedad de lenguaje.

#WalterChiari

Walter Chiari, pseudonimo di Walter Annicchiarico (Verona, 8 marzo 1924 – Milano, 20 dicembre 1991), è stato un attore, comico e conduttore televisivo italiano.

Attore teatrale, cinematografico e televisivo, è stato uno dei più noti comici dello spettacolo italiano e uno degli esponenti di spicco della commedia insieme ad Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni e Nino Manfredi.

Walter Chiari [ˈvalter ˈkjaːri], stage name of Walter Annicchiarico (8 March 1924 – 20 December 1991), was an Italian stage and screen actor, mostly in comedy roles.

nella foto: Walter Chiari con la madre Enza maestra elementare nel 1952

 

#DavidNiven

David Niven, al secolo James David Graham Niven (Londra, 1º marzo 1910 – Château-d’Œx, 29 luglio 1983), è stato un attore britannico.

Arrivò a Hollywood durante gli anni trenta, iniziando a lavorare come comparsa in pellicole western. Firmò un contratto con il produttore Samuel Goldwyn e finalmente ebbe una parte più rilevante in La tragedia del Bounty (1935); da allora il suo successo crebbe grazie alle interpretazioni in La carica dei seicento (1936) e ne La voce nella tempesta (1939), e nelle commedie brillanti come L’ottava moglie di Barbablù (1938) e Situazione imbarazzante (1939).

Vinse l’Oscar al miglior attore protagonista per la sua interpretazione del timido e solitario maggiore Pollock in Tavole separate (1958), accanto a Deborah Kerr e Burt Lancaster, tratto dall’omonima commedia di Terence Rattigan.

Seguirono ruoli memorabili in drammi come Buongiorno tristezza (1958), in film bellici quali I cannoni di Navarone (1961) e I due nemici (1962), nel quale ebbe come partner Alberto Sordi, e in commedie sofisticate come La Pantera Rosa (1963) e James Bond 007 – Casino Royale (1967), commedia non appartenente alla serie ufficiale di film tratti dai romanzi di Ian Fleming, in cui interpretò il ruolo di James Bond.

Negli anni settanta venne acclamato da pubblico e critica per due brillanti libri autobiografici: La luna è un pallone (The Moon’s a Balloon) (1971) e Bring On the Empty Horses (1975), quest’ultimo mai tradotto in italiano. Nel 1981 pubblicò un romanzo d’amore e avventura ambientato a Londra durante la seconda guerra mondiale, Va piano, torna presto (Go Slowly, Come Back Quickly).

 

nella foto: David Niven con la seconda moglie Hjordis Paulina Tersmeden , in Belgio nel 1961

James David Graham Niven (1 March 1910 – 29 July 1983) was an English actor and novelist. His many roles included Squadron Leader Peter Carter in A Matter of Life and Death, Phileas Fogg in Around the World in 80 Days, and Sir Charles Lytton, (“the Phantom”) in The Pink Panther. He won the Academy Award for Best Actor for his performance in Separate Tables (1958).

Born in London, Niven attended Heatherdown Preparatory School and Stowe before gaining a place at the Royal Military College, Sandhurst. After Sandhurst, he joined the British Army and was gazetted a second lieutenant in the Highland Light Infantry. Having developed an interest in acting, he left the Highland Light Infantry, travelled to Hollywood, and had several minor roles in film. He first appeared as an extra in the British film There Goes the Bride (1932). From there, he hired an agent and had several small parts in films from 1933 to 1935, including a non-speaking part in MGM’s Mutiny on the Bounty. This brought him to wider attention within the film industry and he was spotted by Samuel Goldwyn. Upon the outbreak of the Second World War, Niven returned to Britain and rejoined the army, being recommissioned as a lieutenant.

Niven resumed his acting career after his demobilisation, and was voted the second-most popular British actor in the 1945 Popularity Poll of British film stars. He appeared in A Matter of Life and Death (1946), The Bishop’s Wife (1947), and Enchantment (1948), all of which received critical acclaim. Niven later appeared in The Elusive Pimpernel (1950), The Toast of New Orleans (1950), Happy Go Lovely (1951), Happy Ever After (1954) and Carrington V.C. (1955) before scoring a big success as Phileas Fogg in Michael Todd’s production of Around the World in 80 Days (1956). Niven appeared in nearly a hundred films, and many shows for television. He also began writing books, with considerable commercial success. In 1982 he appeared in Blake Edwards’ final “Pink Panther” films Trail of the Pink Panther and Curse of the Pink Panther, reprising his role as Sir Charles Lytton.

Alberto Sordi e David Niven nel film “I due Nemici”