Chet Baker condotto in manette al tribunale.
Nel 1960 Chet Baker venne arrestato e tenuto in carcere per sedici mesi a Lucca, per possesso di droga (si trattava di un medicinale analgesico vietato in Italia.
Nel 1960 risiedevano stabilmente in Svizzera oltre 346.000 italiani, senza contare i circa 130.000 stagionali. Se negli ultimi cinque anni del decennio precedente i nuovi arrivi erano stati 70-80 mila l’anno (contro rientri in Italia dell’ordine di 50-60 mila), nei primi anni ’60 l’aumento degli arrivi è stato impressionante: 128.257 nel 1960, 142.114 nel 1961, 143.054 nel 1962 (contro rientri dell’ordine di 90-100 mila). L’incremento medio degli italiani in Svizzera era in quegli anni di circa 40.000 l’anno. Dal 1961, tuttavia, gli immigrati italiani provenivano soprattutto dal Mezzogiorno.
Gli immigrati italiani costituivano allora non solo la componente migratoria straniera più numerosa, ma da soli rappresentavano circa il 60% degli stranieri. Inviavano ogni anno ai parenti in Italia rimesse dell’ordine di 500-600 milioni di franchi. Molti svizzeri rimproveravano loro di guadagnare qui e spendere all’estero.
La sua carriera artistica ha inizio in teatro, in cui si esibisce come attore brillante ma anche come tenore.Dopo un lungo tirocinio in compagnie regionali e dopo un’esperienza in Argentina al seguito di una di queste compagnie, passa all’operetta e alla rivista e nel 1939 esordisce nel cinema con il divertente ruolo di un portalettere nel film “Lo vedi come sei… lo vedi come sei?” di Mario Mattòli, con Erminio Macario nel ruolo del protagonista. Nello stesso anno lavora con Assia Noris in Dora Nelson, una commedia del genere “telefoni bianchi”.
1962, Monica Vitti e Michelangelo Antonioni al mare
Vitti e Antonioni girano quattro film “L’avventura” del 1960, “La notte” del 1961, “L’eclisse” del 1961 e “Deserto Rosso” del 1964. La vita del regista e dell’allora giovane attrice è stata legata anche fuori dal set da una relazione sentimentale durata quattro anni circa.
Giuseppe Ungaretti nacque ad Alessandria d’Egitto, nel quartiere periferico di Moharrem Bey,[1] l’8 febbraio 1888 (ma venne denunciato all’anagrafe come nato il 10 febbraio, e festeggiò sempre il suo compleanno in quest’ultima data) da genitori italiani originari della provincia di Lucca. Il padre, operaio allo scavo del Canale di Suez, morì due anni dopo la nascita del poeta in un incidente sul lavoro, nel 1890.
Gino Latilla, nome d’arte di Gennaro Latilla (Bari, 7 novembre 1924 – Firenze, 11 settembre 2011), è stato un cantante italiano.
Numerosi i suoi successi, riscossi nelle varie edizioni del Festival di Sanremo, da Vecchio scarpone (1953, con Giorgio Consolini) al doppio trionfo del 1954 con Tutte le mamme (insieme a Giorgio Consolini) ed …E la barca tornò sola (con Franco Ricci), rispettivamente prima e terza classificata, dai duetti con la futura moglie Carla Boni – Casetta in Canadà (1957) e Timida serenata (1958) – a “Amare un’altra (con Nilla Pizzi) Io sono il vento (1959, con Arturo Testa) ed Il mare nel cassetto (1961, con Milva).
“Fare piangere è meno difficile che far ridere. Per questo, teatralmente parlando, preferisco il genere farsesco. Sono sicuro che il dramma della nostra vita, di solito, si nasconde nel convulso di una risata, provocata da un’azione qualsiasi che a noi è parsa comica. Sono convinto che spesso nelle lacrime di una gioia si celino quelle del dolore. Allora la tragedia nasce e la farsa, la bella farsa, si compie.”
Peppino De Filippo